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TRAGEDIA DEL 118, IL VELIVOLO NON DOVEVA DECOLLARE
stampa pagina 25 gennaio 2017
“E’ stato chiesto l’intervento dell’elicottero perché lo sciatore aveva delle fratture importanti agli arti. Il pilota ha ritenuto che ci fossero le condizioni di sicurezza ed è atterrato”. Così Andrea Lallini, gestore dell'impianti sciistici di Campo Felice all’agenzia di stampa Ansa, sulla tragedia dell’elicottero del 118 precipitato ieri. In realtà, a sentire diversi sanitari della Asl dell’Aquila il ferito non aveva fratture tali da non poter essere sedato in attesa che le condizioni meteo, soprattutto per la pesante coltre di nebbia, migliorassero. Gli impianti sciistici di Campo Felice hanno nella disponibilità fissa un medico che avrebbe dovuto, secondo quanto oggi mormorano i sanitari, provvedere ad immobilizzare il ferito nelle fratture di tibia e perone, sedarlo, in attesa di poterlo trasferire nella massima sicurezza al San Salvatore dell’Aquila con l’autoambulanza. Un dolore sordo destinato a trasformarsi in rabbia nei prossimi giorni, quando anche la questione dell’elisoccorso in sicurezza, giungerà sui tavoli della politica e della magistratura che procederà con gli approfondimenti del caso. La cultura del soccorso, proprio perché nel nostro Paese funziona deve cambiare, e tutelare al massimo non solo la collettività ma anche gli operatori, le polemiche sullo sciatore romano defunto e sulle ragioni dell’incidente non sono certo appropriate, ma pare proprio che quell’elicottero, ieri, non fosse affatto nelle condizioni di poter volare e chi lavora nel 118, non mancherà di far sentire le proprie ragioni nei prossimi giorni. Oggi è il momento del dolore ed è stato proclamato il lutto cittadino con i funerali, mentre la Asl informa che dodici psicologi stanno sostenendo in queste ore i familiari delle vittime, in un ambiente protetto da condizionamenti esterni. Nel velivolo precipitato viaggiavano sei persone, due piloti, un medico, un infermiere, un uomo del soccorso alpino e lo sciatore ferito, hanno tutti perso la vita nello schianto, alcuni di loro avevano partecipato alle operazioni di recupero all’hotel Rigopiano, travolto da una slavina sul versante pescarese del Gran Sasso.
Ale.c.
Il pungiglione
Taccuino
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