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IL TAR NON CONCEDE LA SOSPENSIVA A DI ORIO E RIMANDA AL 22 MARZO LA DECISIONE DI MERITO
stampa pagina 1 febbraio 2017
Il Tar non ha dato a Di Orio la sospensiva sulla decisione della rettrice Paola Inverardi di sospendere dalla cattedra di Storia della Medicina l’ex rettore, a seguito della condanna del Tribunale di Roma del 25 gennaio di un anno fa a 3 anni di reclusione e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, per aver indotto il collega Sergio Tiberti a versargli continuamente denaro. Il merito del ricorso al Tar presentato dall’ex rettore sarà discusso il prossimo 22 marzo, non avendo i giudici amministrativi in prima udienza deliberato sulla concessione o meno della sospensiva del provvedimento chiesta da Di Orio e al contrario fissando l’udienza di merito a breve. La decisone della rettrice era stata presa per la Legge Severino sull’anticorruzione ed era stata confortata da un parere dell’Avvocatura di Stato all’Università, chiesto su indirizzo del direttore generale Pietro Di Benedetto. Secondo quanto si apprende Di Orio fonderebbe la sua richiesta di bloccare il provvedimento sui tempi, cioè sul fatto che la sospensione dalla docenza non sia valida nelle tempistiche essendo al contrario intervenuta tardi, e cioè solo alla notifica della sentenza e non fin dalle prime notizie di stampa sulle decisioni del Tribunale della capitale. Peraltro la conclusione di questo filone determinerebbe anche il futuro pensionistico di Ferdinando Di Orio, quando nel 2018 potrebbe percepire, stando così le cose, soltanto 1.500 euro mensili sui circa 6mila euro netti, presi allo stato attuale. La carriera accademica dell’ex rettore rischia di scivolare anche su altri procedimenti giudiziari in corso, uno nel capoluogo d’Abruzzo, dove si difende dall’accusa di abuso d’ufficio per i maxi affitti pagati all’imprenditore Gallucci, per il ricollocamento di sedi universitarie in capannoni di proprietà del privato pagando canoni profumatamente su cui indaga anche la Corte dei Conti per accertare il danno erariale; l’altro a Rieti, sempre per abuso d’ufficio per aver spostato la Fondazione dell’Università dell’Aquila ad Antrodoco, Regione Lazio, aver stipulato una convenzione con una società fantasma privata, la “Antrodoco Terme srl” e per aver ottenuto il vantaggio dell’acquisto di un campo da calcio ad un prezzo ridicolo, 15mila euro, pagandolo quindi circa 3 euro a mq, su cui avrebbe poi costruito un’abitazione col repentino cambio di destinazione urbanistica, per questo, è indagato anche l’ex sindaco Faina.
Giuspa
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