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RISCHIO SISMICO, NELL’INDIFFERENZA L’INGV E’ FUGGITO DAL CAPOLUOGO
stampa pagina 2 febbraio 2017
Brutto segno istituzionale ancor prima che uno sgarbo, l’assenza di Regione Abruzzo, Provincia e Protezione civile nazionale stamattina in commissione territorio all’Aquila, per ragionare sul rischio sismico e sulla sicurezza di scuole ed edifici strategici. C’erano Moretti e Del Pinto come tecnici, il vice prefetto Guetta e Cialente, c’erano i consiglieri, qualche protesta, zero dati o verbali forniti. Dunque non sappiamo se le scuole e gli edifici pubblici sono sicuri. “Io penso” ha detto il Sindaco “che le nostre scuole sono più sicure di quelle delle altre città”, e che significa? Per Moretti la sequenza sismica si direbbe conclusa, per Del Pinto non ancora, anche se niente di importante dovrebbe verificarsi, ma ancora non sappiamo se siamo davvero al sicuro anche in centro storico. Prevenzione e sicurezza non sono mai stati all’ordine del giorno del cialentismo. Solo 5mila euro, c’erano nel 2012 per la Protezione civile in bilancio, ha denunciato Di Cesare. Nessuna scuola è stata ricostruita, nonostante i 48milioni di euro nelle casse dell’Usra, nessun edificio pubblico e neanche gli altri enti sono messi meglio, è un disastro totale che Cialente, grandioso animale politico, ha definito “sciacallaggio”, in un momento così delicato, ma stavolta non sarà così facile scrollarsi di dosso le responsabilità di aver fatto poco e niente sul fronte sicurezza e ricostruzione. Ha ripreso il lancio di del Pinto per una rete di rilevazione sismica regionale, come nel Molise, ma non ha alzato un dito quando la sede Ingv, distaccata in via dell’Arcivescovado ha chiuso, il fatto è stato ignorato da cittadini, studenti e istituzioni. Ha poi parlato di microzonazione sismica per chiudere il Prg, ma non hanno preso neanche un geologo nell’ufficio del Piano, ricostruiamo sulla faglia di Pettino, sulla sabbia e sull’acqua di via XX Settembre senza problemi, ricostruiamo lungo il fiume e tolleriamo casette temporanee su zone a rischio. Di Cesare, Apl lcv ha chiesto i verbali di vulnerabilità sui nostri edifici pubblici ma non ci sono perché le verifiche non sono mai state fatte, i 32 milioni di euro per la sede unica, c’è stata una riunione proprio oggi, saranno spesi sull’ex Autoparco comunale con costruzioni tipo palafitte del nuovo millennio perché lì sotto c’è acqua a fiotti, ma non importa a nessuno. Non una scelta una, che abbia privilegiato in questo post sisma sicurezza e prevenzione, oltre alla rinuncia promessa in campagna elettorale, di non consumare suoli peraltro pericolosi. Non bastano più le guerre sante contro la lentezza di uno Stato con cui Cialente all’indomani del sisma andò subito a braccetto, era infatti il vice di Bertolaso e poi di Chiodi, senza riuscire a promuovere un solo modello di prevenzione che fosse d’esempio per il Paese. Prova non senza stanchezza a fare il capo Sindaco arrabbiato sperando di ritrovare un po’ di popolarità nazionale, ma chi lo vede più ormai. Dice che partirà con gli studi di vulnerabilità sulle scuole, dopodiché decideranno se demolire o adeguare gli edifici, nel frattempo i Musp, non saranno sufficienti per tutti, neanche con i doppi turni.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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