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SCUOLE SICURE. QUATTRO PRESIDI SCRIVONO AL PREFETTO, QUESTORE E PROCURA DELLA REPUBBLICA
stampa pagina 6 febbraio 2017
Le quattro presidi del classico, dello scientifico, dell’Itis e del Colecchi, le vecchie scuole tecniche e professionali accorpate, dell’Aquila, hanno scritto alla Procura della Repubblica, Questore e Prefetto, perché “vigilino sull’applicazione delle normative vigenti in materia di sicurezza sugli edifici scolastici”. Hanno inviato la loro lettera a tutti gli enti coinvolti perché dopo aver fatto il possibile per garantire la sicurezza ai propri studenti, circa 4mila, quasi tutti minorenni e con un alto tasso di pendolarismo, ed informarli nel caso di un’emergenza, oggi vogliono certezze e che siano trovati i responsabili di rimpalli continui. Tra le altre cose chiedono “che si programmi a partire dall’Aquila dove poco e niente è stato fatto sull’edilizia scolastica, urgenti interventi di ricostruzione modello”. Ma gli enti vacillano, il presidente della Provincia De Crescentiis ancora non si sbilancia sulla sicurezza del Cotugno, il classico, le prove fatte direbbero che è staticamente sicuro, ma aspetta la Protezione civile ed i tecnici di Reluis perché mettano qualche firma per dire alle famiglie, nero su bianco, non vi preoccupate. Lo faranno? L’ex commissario Chiodi ricorda che resta del tutto inattuato il piano “Scuole sicure” che volle lui, per cui stanziarono 230 milioni di euro circa per l’adeguamento sismico degli edifici scolastici in 110 comuni d’Abruzzo, ad oggi, a suo dire, per lo più non spesi. E di questa fetta di risorse in realtà non parla nessuno. All’Aquila gli toccò poco, perché si disse che il capoluogo aveva già i Musp, e comunque sarebbe giusto far sapere come sono stati spesi gli oltre 3milioni di euro sul classico dell’Aquila, perché allo stato dell’arte, pare solo un gran rimpallo generale a cominciare dal mancato rispetto della legge che imponeva entro il 2013, verifiche di vulnerabilità su scuole ed edifici pubblici, su cui oggi le presidi, chiedono che intervenga la magistratura. E la questione all’Aquila è ancor più grave, visto che ancora non ricostruiscono una sola scuola che sia l’esempio di sicurezza antisismica per tutti, pur avendo 48milioni di euro nelle casse dell’Ufficio speciale da anni. Le dirigenti scolastiche non ci stanno e vogliono più collaboratori per le emergenze, vogliono essere coinvolte nelle verifiche e nelle decisioni, una tensostruttura in caso di necessità ed una postazione satellitare per garantire le comunicazioni, oltre ad almeno due unità di personale specializzato che possano garantire subito un primo intervento. Concludono sollecitando gli enti a rinascere dalla scuola e a non pensare solo all’alta formazione. Una nota polemica che ci sta tutta perché oltre a navigare a vista sulla sicurezza al grido del rimpallo e del si salvi chi può, non hanno la più pallida idea di dove ricollocare le strutture scolastiche, quali riqualificare e ricostruire, essendo peraltro intervenuti gli accorpamenti in questi anni, e non credo ci sia mai stato un tavolo concreto che abbia fatto ragionare insieme Provincia e Comune, in termini decisionali e con i territori circostanti. Navighiamo a vista ed è veramente allucinante.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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