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SCUOLE, CRONOPROGRAMMA DELLA SCHIZOFRENIA DEL CIALENTISMO
stampa pagina 7 febbraio 2017
Non sono ancora iniziati i lavori di ricostruzione della prima scuola che il Comune dell’Aquila dovrebbe restituire alla città, la primaria Mariele Ventre di Pettino, per circa 6milioni di euro. E’ stato pubblicato il bando per la primaria di Arischia a dicembre, 3milioni e qualcosa, ma sul come è stata pianificata la ricostruzione delle scuole nel capoluogo non si sa nulla. Ancor meno delle elementari simbolo della città, la scuola del Viale e la De Amicis, che probabilmente non saranno più scuole e con questo il centro storico subirà l’ennesima mazzata. E’ ancora più difficile venirne a capo senza un Piano regolatore su cui l’assessore Piero Di Stefano ha impedito qualsiasi forma di intrusione, perché poi si dovrebbe costruire intorno alle scuole una viabilità e si dovrebbe decidere in maniera che sia ripopolato il centro. L’assessore Capri cerca di recuperare il tempo perduto, andranno avanti con le gare per la media di Paganica, l’elementare di Coppito, la materna ed elementare di Santa Barbara ed il polo scolastico di Sassa. Andranno avanti di pari passo con la decisione dell’amministrazione Cialente di fare due poli, elementari e medie, uno nella parte est della città, a Paganica; l’altro a Sassa per la zona ovest. A servire la gran parte della popolazione che ormai vive lì? Ed il centro storico? Maurizio Capri s’è sempre detto favorevole ad un dibattito, ma il collega Di Stefano non sembra dello stesso avviso. Resta una buona notizia, almeno così la salutò il capogruppo Pd Palumbo, il laboratorio di ricostruzione partecipata a Sassa che coinvolgerà giovani, studenti e professionisti che selezionerà Mario Cucinella, l’archistar che farà anche il masterplan della struttura, ma continuano a preoccupare le scelte di Cialente e di Di Stefano che starebbero pianificando senza condividere una riga di quello che pensano. Senza avere titoli e competenze, peraltro. Hanno deciso di concentrare le scuole nelle periferie togliendo fondi alla Carducci e alla scuola elementare del Viale in centro storico: è la via giusta per la rinascita? Quale grande urbanista lo assicurerebbe? Ancora non sanno cosa ne sarà della de Amicis a San Bernardino, però spendono i fondi donati dalle cantanti perché quella “scuola” tornasse a vivere, e della storica elementare al Viale, ed è più che probabile che le scuole non torneranno mai più lì, mentre la Provincia, non dice ancora cosa ne farà delle sue sedi delle scuole superiori in centro. A proposito della sicurezza antisismica i musp non saranno eterni, senza avere in mano un Piano regolatore non sappiamo neanche di che parliamo, mentre dobbiamo sorbirci un Sindaco agli sgoccioli del mandato che rilancia un campus all’ex Caserma Rossi. Abbiamo quindi un campus, due poli in periferia, praticamente nulla in centro storico, e procediamo con le gare per il com’era e dov’era. Mi chiedo dove cercare la strategia per la rinascita, la spieghi Di Stefano che pianifica, qualora la conoscesse.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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