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NEL BLU DIPINTO DI BLU
stampa pagina 15 febbraio 2017
Lo sceriffo Cialente non sente ragioni: la sosta a pagamento (strisce blu) si fa e a nulla valgono le proteste dei commercianti del centro storico, dei sindacati di categoria e dei pochi cittadini residenti, che vivono in un continuo incubo di pericolosità e con i disagi causati dal caos della ricostruzione voluta dall’assessore al ramo Pietro Di Stefano, perito agrario di Cagnano. Con la sua ordinanza, Cialente, ha dimenticato le norme fondamentali, le leggi, i regolamenti, le sentenze della Corte di Cassazione. Nel realizzare un’area di sosta a pagamento (strisce blu) il Comune deve offrire nell’immediata vicinanza uno spazio, dello stesso numero di posti, adibito alla sosta non custodita e senza dispositivi di controllo. Questo, non perché lo diciamo noi, ma lo prevede “semplicemente” il Codice della Strada. Non è possibile istituire a piacimento o a dismisura, per non dire “a vanvera”, posteggi a pagamento solo per fare cassa. Occorre un Piano Urbano del Traffico, che pure consigliò Iacovone e l’Ufficio del Nuovo Prg, che individui le zone di particolare rilevanza urbanistica. Senza parlare del fatto che all’istituzione di nuovi parcheggi blu debba corrispondere un adeguato servizio di trasporto pubblico. Non è sicuramente questo il caso. In Italia oltre alla tassa di circolazione c’è anche la tassa scoperta dai Comuni, per stare fermi, le strisce blu, appunto. Bisogna certo prevedere parcheggi a pagamento ma anche garantire, in tutta la città, un’uguale percentuale di zone a sosta gratuita. Anche se esiste un comma dello stesso articolo che introduce una lunga serie di eccezioni, in cui vengono incluse aree pedonali, ztl e zone di particolare rilevanza urbanistica; che poi diventa l’alibi delle amministrazioni comunali per aumentare le zone a pagamento. Questo è una vergogna ed una truffa ai danni del cittadino. Altrimenti non resterebbe che dire…all’Aquila possono parcheggiare solo i ricchi, coloro che hanno permessi particolari e…gli amici degli amici. Gli altri (che non rientrano evidentemente in queste privilegiate categorie) come i commercianti, gli sfigati, i residenti o i semplici cittadini…se la prendano in quel posto.
(giuspa)
Il pungiglione
Taccuino
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