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TUTTE LE SCUOLE SUPERIORI HANNO UNA RESISTENZA SISMICA INFERIORE AL 30%


stampa pagina 15 febbraio 2017

L'Itis L'Itis

Le scuole superiori su cui la Provincia dell’Aquila nel 2013 commissionò le prove di vulnerabilità sismica, in base agli obblighi normativi del 2003, hanno evidenziato tutte una resistenza inferiore al 30%, abbiamo preso le schede con un accesso agli atti dell’ente e le abbiamo sviscerate con un noto strutturista. Parliamo di progetti costruttivi risalenti anche a più di 50 anni fa mentre le misure di miglioramento e di adeguamento previste dai tecnici incaricati, restano ad oggi disattese. E non è questione di agibilità, certificata “con uno sguardo” dai sopralluoghi del 2009, e neanche la storia che quegli edifici hanno retto al 6 aprile per cui oggi sarebbero sicuri, aggiornassero allora i certificati. Non capiamo come mai si parli solo del Cotugno, quando tutte le altre scuole sono al pari del liceo classico “almeno” da migliorare simicamente, tra il 65% ed il 75% di sicurezza di un edificio di nuova costruzione, secondo le tecniche di costruzione del 2008, se non da adeguare simicamente come si prescrive per lo scientifico ed i geometri. Questi sono i parametri normativi a cui gli studi incaricati, di cui riportiamo a seguire nomi e cognomi, hanno fatto riferimento. Proprio quelle norme possono prevedere l’adeguamento, il miglioramento, oppure interventi isolati sulle strutture a seconda delle necessità. La vita nominale di un edificio viene assunta pari a 50 anni, mentre “gli stati limite nei confronti dei quali viene valutata la vulnerabilità sismica, sono quelli relativi alla Salvaguardia della Vita e allo stato limite del Danno”.

 

Sul Colecchi e l’Andrea Bafile, i geometri e lo scientifico, l’Mpm Ingegneria srl relazionò “i valori percentuali di resistenza delle strutture sono piuttosto bassi, nell’ordine del 31%”. Raggiunse i risultati sulla base delle prove di carico e su quanto indicava la normativa del 2008, per cui un edificio può essere adeguato simicamente o migliorato, oppure si può intervenire su elementi isolati. In questo caso la struttura andava adeguata “per raggiungere una vulnerabilità del 100%”, consigliò la demolizione e ricostruzione perché l’adeguamento sarebbe costato troppo. Parliamo di un progetto costruttivo del 1972. Nulla è stato fatto.


Passiamo quindi all’Itis, evacuato sabato scorso intorno alle 18 a seguito di una scossa di bassa magnitudo, dove fanno le lezioni il pomeriggio i ragazzi del classico. Sull’edificio lo studio Aureli Soil snc, scrisse “il livello di sicurezza attuale è inferiore al 30%”. Tre corpi indipendenti, una struttura per cui secondo le norme del 2008, propose un miglioramento sismico. Rilevò “molte criticità in comune tra i blocchi e forte vulnerabilità dei pilastri”. 12milioni e mezzo di euro la spesa necessaria al miglioramento, ma mi pare sia tranquillamente frequentata dagli studenti. Il primo lotto è del 1972.

 

C’è poi l’Ipsiasar, un progetto del 1965, su cui lo studio tecnico Berardino Caresta propose un miglioramento sismico anche in questo caso tra il 65 ed il 75% di un edificio nuovo perché “il livello di sicurezza attuale è inferiore al 30%”. 3milioni 33mila euro, il costo stimato per il miglioramento. Peraltro, Caresta, non prese in considerazione la palestra, in ricostruzione dal 2009 ed oggetto di riqualificazione da parte del Provveditorato che con “sopralluoghi visivi”, nel 2009, decise che il resto della struttura fosse a posto. Al contrario Caresta scrive all’ente che in caso di sisma, la struttura sarebbe stata poco resistente.

 

Infine il Cotugno, su cui l’ingegnera Irene Catana non fece esami sui lavori di miglioramento eseguiti a seguito del 6 aprile ma valutò che alla prova di carichi e pesi, la struttura in certi corpi stava al 26.3 per cento di vulnerabilità. E in linea generale corpi diversi tra loro, nelle costruzioni scolastiche, reagirebbero in maniera differente in caso di sisma. Resta da chiedersi come mai nelle altre scuole superiori, non siano state fatte altre prove dopo le scosse di agosto, del 18 gennaio e quelle attuali, come al Cotugno, considerato che la situazione non è potuta certo migliorare dal 2013. Al contrario. Ci chiediamo come facciano i dirigenti scolastici a prendersi la responsabilità dell’apertura con agibilità sismiche imbalsamate al 2009, quando le verifiche furono fatte ad occhio, se fossero valide ancora oggi, esigano l’aggiornamento immediato delle agibilità. E’ infine del tutto fuorviante da parte del sindaco Cialente, viste le perizie di cui abbiamo raccontato, chiedere criteri oggettivi di vulnerabilità cui far riferimento, le sue scuole, materne, elementari e medie, non le ha mai fatte verificare.


Alessandra Cococcetta




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