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Ambiente

BUSSI, DIECI CONDANNE. AMBIENTALISTI: “ANCORA TANTA STRADA DA FARE”


stampa pagina 17 febbraio 2017

Bussi sul Tirino Bussi sul Tirino

“Dieci imputati condannati, pene condonate ma previsti risarcimenti e provvisionali a favore di enti e parti civili. Cambia totalmente lo scenario di quello che è diventato ormai famoso come il “processo di Bussi”: la Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila ha emesso una sentenza nella quale sostanzialmente riconosce la verità storica di entrambi i reati: sia l’avvelenamento delle acque sia il disastro ambientale riqualificandoli in fatti di colpa. Il trascorrere del tempo conduce alla prescrizione il reato di avvelenamento ma non quello del disastro ambientale che viene affermato anche in termini di responsabilità penale per 10 degli imputati condannati a pene, condonate, variabili tra i 2 e i 3 anni”. Così ieri sera in una nota, il Wwf Abruzzo. “L’affermazione di responsabilità ha portato anche alla condanna al risarcimento del danno da quantificare in separata sede nonché alla condanna a varie provvisionali per oltre tre milioni di euro, che vanno da un milione di euro in favore dell’ATO, a 500mila euro in favore della Regione Abruzzo, a 200mila euro in favore di tutti i Comuni, a 10mila euro in favore del Wwf Italia e di Legambiente, a 5mila euro in favore delle restanti associazioni ambientaliste che si erano costituite parte civile”. Luciano Di Tizio, il delegato Abruzzo che ha seguito il processo per il Wwf Italia, ha dichiarato: “Oggi è stato compiuto un passo avanti importante nell’accertamento della verità ma l’obiettivo finale, come abbiamo sempre detto, resta la bonifica del territorio e l’applicazione del sacrosanto principio del chi ha inquinato paghi”.

 

“Nel nostro paese la qualità dell'ambiente vale poco, ristabilita almeno la verità sulla gravità dei fatti”, così il Forum dei Movimenti per l’Acqua sulla sentenza di Bussi, con Augusto De Sanctis “ora la bonifica!”. "Dopo quanto accaduto in fase di udienza preliminare e in primo grado  - prosegue  - questa sentenza di appello almeno ristabilisce la verità su fatti di inaudita gravità che hanno riguardato la qualità della vita di 700.000 persone. Le pene sono miti - a cui si aggiunge il condono con contorno di prescrizione - a testimonianza su come le leggi nel nostro paese considerino la tutela dell'ambiente e la difesa della salute. Comunque la vera giustizia per noi è la bonifica, il nostro territorio deve essere risanato fino in fondo subito e risarcito per i danni subiti come prevede la sentenza. Non possiamo aspettare un minuto di più, nella val Pescara è un disastro con i pesci al mercurio. Una vergogna internazionale che deve finire. Questa sentenza può aiutarci senz’altro".

 

“Le associazioni del Comitato Bussiciriguarda, accogliendo con soddisfazione l’esito del processo presso la Corte d’Appello dell’Aquila, che costituisce una pietra miliare nella giurisprudenza nazionale, e conferma la nostra tesi sulla strategia d’impresa, ribadisce che la sua azione è sempre stata finalizzata ad ottenere il risanamento ambientale della Valpescara. Questa sentenza non solo dà ragione alla nostra battaglia, ma ci consente di rafforzare il nostro impegno dandoci ulteriori energie affinché si possa ottenere quanto prima il ripristino della qualità dei luoghi. Da domani, pertanto, abbandonate le aule dei Tribunali, saremo sentinelle vigili e di stimolo continuo affinché tutte le amministrazioni, nazionale, regionale e locali facciano quanto di loro competenza per restituire alla collettività acque e terreni risanati”, questa infine, la nota di ECOISTITUTO ABRUZZO, ITALIA NOSTRA, MAREVIVO, MILA DONNAMBIENTE.




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