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USRA: 600MILA EURO DI CONSULENZE ED ISOLA FELICE DI UN MINISTERO
stampa pagina 28 febbraio 2017
Quella dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, sembra proprio un’isoletta felice del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, dove tra un consulenza ed una collaborazione si sbarca il lunario in attesa di incarichi migliori. Non so fino a che punto l’assessore alla ricostruzione Pietro Di Stefano, che ha sempre tenuto al controllo dell’Usra, voglia saperne di più, fatto sta che il Ministero stesso ha prorogato l’incarico a Raniero Fabrizi fino al 31 dicembre 2018, neanche a voler sapere cosa ne penserà il nuovo Sindaco. Dal 2015 spendono circa 600mila euro l’anno per consulenti e collaboratori che il coordinatore giustifica con gli obiettivi da raggiungere, che in un report di due anni fa, determinò con la fine delle istruttorie nel 2019, per oltre 400 pratiche da fare l’anno. Ci siamo o non ci siamo? Fabrizi ha preferito non rilasciare interviste alla sottoscritta, di certo sarà più morbido con chi gli lascerà dire ciò che vuole. I consulenti arrivano tutti da fuori, altre città, meglio se della capitale, il territorio colpito dal terremoto ha avuto i contratti a tempo della Legge Barca, una convenzione con Abruzzo Engineering e personale per gli espropri da un’agenzia interinale, ma a volerne sapere di più, sul costo del personale, tocca cercare sul sito del Ministero e i dati non sono aggiornati. Gli avvisi per cercare collaboratori sono continui, i risultati raggiunti non sono verificabili. Chi sa se il Mef se ne sia mai interessato, l’Usra peraltro invia report proprio al Mef e al nostro territorio deve quel poco di cui può accontentarsi qualche assessore nostrano, avuto il quale, illuso di governare un processo, può anche andare avanti con due fettine di manzo sugli occhi. E si vede. La storia di Angelo Gigliola, l’avvocato quarantenne fresco di nomina, forte dell’esperienza a Palazzo Chigi già da trentenne, è proprio particolare, ha ottenuto l’incarico il 30 gennaio scorso, con un colloquio fatto tre giorni prima. A contendergli la parcella un solo candidato poi scartato perché carente in un requisito. Fabrizi ha scritto che comunque avrebbe affidato l’incarico anche fosse stato un solo aspirante, erano in due. D’altra parte nel bando mancava chiedessero occhi azzurri e capelli biondi oltre ad un fatturato specifico di “almeno 80mila euro nell’ultimo triennio, per assistenza e consulenza a favore della Pubblica amministrazione”, ed aver assistito, sempre la Pubblica amministrazione, contro un privato per cause legate al sisma per non meno di 10mila euro. Ecco qua che l’incarico a Gigliola, blindato nei requisiti, viene confermato. Confermato perché era già entrato nell’Usra con un incarico scaduto giusto a dicembre. Per quel primo bando erano stati riaperti perfino i termini per le candidature, i requisiti non erano così specifici, ne arrivarono 10, la spuntò Gigliola, finito nell’inchiesta de L’Espresso tra i consulenti d’oro dell’allora premier Romano Prodi. Ma non abbiamo capito se i soldi per pagarlo c’erano, visto che nella determina dell’affidamento si parla delle dimissioni di un tecnico, Angelo De Giuseppe, peraltro successive al bando, grazie alle quali s’era liberata giusto la cifra per la sua parcella, ma dopo aver fatto il bando. Si può fare? Non credo. Ecco i candidati Sindaco per L’Aquila, dovrebbero tra le migliaia di cose serie da fare, dimostrare di saperci mettere le mani una volta eletti, rompendo soprattutto i fili che legano quest’isoletta in autogestione ad una politica che non ha visto e che ha lasciato fare senza verificare obiettivi e qualità della ricostruzione. Il seguito alla prossima puntata.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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