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REVOCATA LA DELIBERA
stampa pagina 17 luglio 2009
Qualche tempo fa, quando iniziammo la nostra inchiesta giornalistica, dicemmo che l'affaire del dopo terremoto, non sarebbe stato tanto la ricostruzione quanto la gestione delle macerie derivanti dal sisma e dalle demolizioni dei palazzi. Fummo facili profeti, poiché le notizie di questi giorni, confermano sempre più che avevamo ragione noi.
In quell'occasione, l'assessore Moroni, in segno di sfida ebbe a dirmi esplicitamente: "Scava pure...tanto a me non mi pizzichi". Eh...no, caro Moroni, come vedi ti ho "pizzicato" e...con il sorcio in bocca!
Ed infatti, la premiata ditta Moroni, Cialente &Company, è stata pizzicata con le mani nel barattolo della marmellata, ma ha fatto appena in tempo ad assaggiarla, che il barattolo è caduto rovinosamente a terra e si è rotto.
È notizia di ieri infatti, che in Commissione Controllo e Garanzia, pur con una strenua autodifesa, l'assessore Moroni abbia dovuto ammettere che l'intera procedura di affidamento, non è stata proprio limpidissima, scaricando le responsabilità sulle spalle della struttura "che avrebbe dovuto accertare i requisiti dell'affidatario". Un atto canagliesco, quello di scaricare le colpe addosso alla struttura, soprattutto quando è estremamente chiaro che è stata la Giunta, ad affidare con propria delibera, lo smaltimento delle macerie alla ditta T&P srl. La Giunta sapeva di non averne le competenze, poiché l'atto è squisitamente gestionale, cioè dirigenziale.
La cosa è stata sottolineata in più occasioni dal capogruppo regionale del Pdl, Gianfranco Giuliante e reiterata dall'on.le Mantini, nel suo intervento di ieri su "Il Centro", e sempre ieri, nella giornata di studio organizzata dal vice presidente dell'Andigel (Associazione nazionale direttori generali), e direttore generale della Provincia dell'Aquila, Giovanni Di Pangrazio, il procuratore regionale della Corte dei Conti della Toscana, Claudio Galtieri, ha sottolineato "l'importanza del rispetto delle regole e della legalità, soprattutto nell'emergenza anche per favorire la competitività negli appalti pubblici, perché solo così si favorisce l'innovazione nella progettualità della ricostruzione".
Ma tornando a bomba ancora ieri, dal cilindro del giocoliere Alfredo Moroni è uscita una lettera della T&P Srl, con cui la stessa ditta ammette di non essere in possesso dei requisiti di cui all'affidamento. Se ne è accorta solo ieri? Oppure lo ha fatto cercando di evitare conseguenze più gravi?
Comunque Moroni, ha dichiarato in Commissione che proporrà alla Giunta il ritiro della delibera e che nella stessa sede, rimetterà il suo mandato nelle mani del Sindaco, con le conseguenze che lo stesso riterrà opportune.
Ma cosa credono "lor signori", che con un semplice atto di revoca della delibera, il reato si possa estinguere? Cosa diciamo agli aquilani: "Abbiamo semplicemente scherzato e...chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato?"
Ma siamo seri! Se avessero un minimo d'orgoglio e di dignità intellettuale, Moroni&Cialente dovrebbero immediatamente dimettersi. Nel caso lo facessero, ne saremmo immensamente dispiaciuti, perché Moroni&Cialente vanno cacciati dagli aquilani a pedate nel culo; nel mentre consigliamo a Silvio Berlusconi di rivedere la sua fiducia nei confronti di Bernardo De Bernardinis che nella vicenda, non ci sembra abbia avuto un comportamento lineare e trasparente. Anzi!
Quindi la Giunta, ha in sostanza deciso di ritirare la delibera "incriminata?" Mio nonno a questo punto avrebbe sentenziato: "A caso ripensato...trent'anni di galera!" Questa infatti dovrebbe essere la pena da assegnare a questi nostri amministratori all'amatriciana, non tanto per la loro disonestà intellettuale, quanto per la loro stupidità nel compilare un atto amministrativo del tutto sprovveduto. O credevano che con la scusa dell'urgenza, tutto sarebbe stato permesso?
La realtà è che a questo punto, come ha ribadito Bernardo De Bernardinis, in Commissione Garanzia e Controllo, potrebbe scattare il "Piano B" consistente nella requisizione della cava ed affidamento della rimozione e trasporto delle macerie, al Genio Militare. Di fatto un commissariamento, di cui è difficile andare fieri, ma con questi amministratori...
Peppe Vespa
» Numero 81 del 17 luglio 2009
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