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PROGETTO CASE, NUOVA CESSIONE DEL CREDITO AL GRUPPO BANCARIO FARMAFACTORING
stampa pagina 7 marzo 2017
Avevamo scritto che la rata da pagare alla Banca Sistema spa a dicembre, per il rientro sui consumi del Progetto case e Map, è stata pagata solo per 200mila euro circa a fronte dei 271 mila 183, 66 euro dovuti. Enel spa aveva ceduto il credito vantato a Banca Sistema spa con cui il Comune dell’Aquila ha firmato nel 2015 un piano di rientro di 9milioni 177mila 877 euro da restituire in 32 rate, ma il problema è che non s’incassa e l’ordinario neanche si paga. E così i crediti continuano ad essere ceduti, l’ultimo al gruppo bancario Farmafactoring per quasi mezzo milione di euro e prima ancora alla Banca Ifis, dopo la Sistema spa, per 1milione e 400mila euro. Continuando così, rischiamo di affogare. Pare che pagheranno a breve il resto della rata non saldata a dicembre, più una parte della successiva scaduta a gennaio, ma non riusciremo a risalire agevolmente. Nessun amministratore si chiede se il milione e 355mila euro anticipato dalle casse comunali alla gestione del Progetto case sia più rientrato, la dirigente responsabile De Paulis assicurò che entro dicembre avrebbe incassato tutto e restituito la somma, ma non è andata così ed anzi i buffi aumentano, ma si lascia correre. S’incassa talmente poco sui consumi, siamo nell’ordine di poche decine di migliaia di euro mensili, che sarà impossibile a breve fronteggiare le rate del pregresso mentre l’ordinario continua ad accumularsi, dobbiamo pagare il gas di tutto il 2016 e parte del 2015 e così l’elettricità, arriveremo a fare come il cane che si morde la coda perché di fatto i consumi per il 2016 e in parte per il 2015 sono ancora da pagare, un debito che ha raggiunto qualche milione di euro, che continua a crescere e che presto ci strozzerà. Chi pagherà se non tutti gli aquilani? Peraltro i contatori che per legge dovevano essere operativi alle letture per legge fin da aprile, funzionano solo dallo scorso autunno, che succederà in questo lasso di tempo scoperto, cominceremo di nuovo con le contestazioni, perché tanto poi pagherà pantalone? I gestori hanno capito che è meglio cedere i crediti, si sa molto poco dei contorni dell’ultimo accordo con Farmafactoring a breve saremo completamente avvitati mentre l’ente rischia il dissesto, che porterebbe un immediato azzeramento dei servizi e le tasse al massimo per tutti. Vorrei capire dinanzi a questo ormai prevedibile default se la politica attiva avesse qualcosa da aggiungere, cosa faranno i capipopolo dell’opposizione che hanno cavalcato l’onda del dissenso, evitando però di trarre le dovute conclusioni, chi sa perché, e cosa ne sarà del futuro di questa città. Dove oltre a mancare politiche serie di inclusione vera dei 19 nuovi quartieri, manca l’abc dell’ordinaria e buona amministrazione, da qui a qualche settimana Cialente se ne andrà lasciando debiti a chi verrà dopo, ma lui non si vergogna.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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