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PATRIMONIO IMMOBILIARE E ABITATIVO, A STRATEGIE ZERO


stampa pagina 8 marzo 2017

Di Stefano e Perilli Di Stefano e Perilli

Non hanno la più pallida idea di cosa ne sarà del patrimonio abitativo ed immobiliare del Comune dell’Aquila e quali siano gli obiettivi degli altri enti proprietari, perché la Giunta Cialente nella persona di Pietro Di Stefano, che ha la delega alla pianificazione, non crede sia pensabile una programmazione utile e condivisa. Ci vorrebbe un tavolo che chiami Regione, Comune ed Ater, come chiesto da Imprudente; che capisca dove andremo a parare, per De Paulis; che guardi alla viabilità di Sassa per il nuovo programma costruttivo Ater, per Spacca; che decida con l’Ater, come gestire il Progetto case che ospita 600 assegnatari Ater, per Masciocco. Una discussione con mille sfaccettature in una seconda commissione, presieduta da Enrico Perilli, che non ha mai affrontato il tema, non lo ha mai preso di petto come non ha mai proposto, oltre il voto alle varianti urbanistiche di routine, visioni diverse e riqualificanti un territorio devastato da un sisma. Oggi, da una serie di questioni poste da Raffaele Daniele, su una delibera di variante, ed inerenti la riqualificazione della città, Di Stefano ha dimostrato di non avere affatto il quadro di una qualsivoglia pianificazione. Ha parlato della mozione proposta dallo stesso Daniele sulla riqualificazione di via Sallustio, dicendo che all’atto mancavano dei documenti, dimenticando che i suoi uffici hanno messo in un cassetto lo studio del Cnr voluto dall’allora coordinatore Usra, Paolo Aielli, sugli edifici incongrui di via Sallustio che non è mai stato portato in Aula. La delibera Ater per un piano costruttivo a Sassa l’ha poi dovuta ritirare perché non sarebbe passata, in quanto a due passi dal Progetto case, di fatto ha detto che ognuno è padrone in casa propria e difende il proprio valore immobiliare, per cui è inutile perfino starci a pensare. Spera vada bene la permuta che vuole fare da anni a Porta Leoni, non ricostruendo le case ex Incis in cambio di un trasferimento dei volumi altrove, di altro commerciale e di una specie di riqualificazione che hanno in mente fin dal 2007. Continuano a portare delibere in variante con la stessa perizia di un qualsiasi passacarte che non sa decidere altro, e mettere insieme il Progetto case e Map con l’Ater o in relazione alle abitazioni cedute in cambio di quella equivalente, per Di Stefano non è materiale sufficiente a condividere, nel settore pubblico, una programmazione. Come può fare l’assessore con questi presupposti? Padovani ha lamentato che sono settimane che chiede una seduta della quarta commissione perché discutano di un Regolamento sulla gestione del patrimonio, di fatto deciso dalla Giunta, ma non ha ancora avuto risposte. Venerdì si terrà una prima commissione proprio sulla valorizzazione del patrimonio comunale, la questione riguarderà il lato economico e finanziario continuando però a mancare quello urbanistico e strategico. Anche quantificando finalmente il numero di abitazioni necessarie al territorio, visto lo studio Ocse che predisse nel 2012 che avremmo avuto case per 50mila abitanti in più, oltre che ragionare su quelle abusive e temporanee, sulle determine di demolizione eseguite oppure no, sugli enti che si svegliano e vogliono fare come credono, diciamo che su questo, non solo manca completamente il governo civico della pianificazione, ma è del tutto carente l’indirizzo consiliare che pure in commissione territorio avrebbe dovuto avere la giusta sede. Perilli non deve essere dello stesso avviso, in questi cinque anni non ci pare abbia portato nulla di più delle delibere di Giunta, a parte un’iniziale battaglia sulle convenzioni urbanistiche persasi poi nella notte dei tempi.


Alessandra Cococcetta




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