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INTERDIZIONE PER IL RETTORE DI ILIO E PER IL DG DEL VECCHIO
stampa pagina 13 marzo 2017
“Ci sarà pure un giudice a Berlino”, è una battuta teatrale presa da un’opera di Bertold Brecht, nella quale un mugnaio della città di Postdam, dopo essersi rivolto senza esito a tutti i giudici di Germania affinché il suo diritto fosse riconosciuto, decise di rivolgersi direttamente a Federico il Grande di Prussia, dal quale ebbe finalmente giustizia. Così a Chieti per il (per niente magnifico) rettore dell’Università D’Annunzio Carmine Di Ilio e il direttore generale Filippo Del Vecchio che, dopo diverse assoluzioni o non luogo a procedere per precedenti ipotetici reati, sono incappati questa mattina, nel giudice per le indagini preliminari del tribunale di Chieti, Antonella Radaelli, che ha applicato la misura cautelare interdittiva per sei mesi, richiesta da parte del sostituto procuratore della Repubblica di Chieti, Giancarlo Ciani.
Come i nostri lettori ricorderanno, i due erano stati indagati a seguito della denuncia presentata dal prof. Luigi Capasso, ex componente del CdA dell’Ateneo, per abuso d’ufficio per aver revocato arbitrariamente senza preavviso la nomina nel CdA di Capasso il quale, non aveva ancora optato per la direzione del Museo dell’Ateneo.
I due erano inoltre accusati di aver falsificato la convenzione con il Provveditorato OO.PP., già approvato dal CdA, per la progettazione e la direzione dei lavori della ex Caserma Bucciante di Chieti, destinata ad ospitare strutture universitarie.
Ma non finisce qui. Perché domani, presso il Tribunale dell’Aquila, Del Vecchio, con i coimputati Di Orio e Gallucci, è sotto processo con l’accusa di aver gonfiato il costo degli affitti del capannone ex Optimes, nel quale dopo il terremoto dell’aprile 2009, sono state trasferite alcune facoltà universitarie dell’Università dell’Aquila. Certamente non è un buon momento per le Università dell’Aquila e di Chieti: qualche tempo fa i giudici di Roma hanno condannato l’ex rettore Ferdinando Di Orio a tre anni di carcere e la sospensione per sei mesi dai pubblici uffici e oggi i giudici di Chieti hanno adottato la misura cautelare interdittiva, per il rettore Di Ilio e per il direttore generale Filippo Del Vecchio. Sicuramente…non finirà qui.
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
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