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PIASTRE SGOMBRATE, SACCHEGGIATE ED OCCUPATE. MA IL COMUNE DORME
stampa pagina 13 marzo 2017
Atti vandalici, intere cucine smontate, occupazioni abusive e pericolo di altri crolli, tutto questo si sta consumando intorno e dentro le piastre del Progetto case di Sassa, Cese di Preturo, Collebrincioni ed Arischia, sgomberate con diverse ordinanze sindacali a causa dei balconi crollati. 18 piastre in tutto sul cui assemblaggio, da parte dell’Ati Iter, indaga la Procura della Repubblica, ma non siamo affatto sicuri che l’amministrazione comunale stia facendo del suo meglio per garantire la pubblica incolumità e l’ente dal danno erariale, perché non protegge adeguatamente il proprio patrimonio. La dirigente responsabile Enrica De Paulis, aveva pensato di smontare arredi ed elettrodomestici per conservarli in un magazzino da reperire ma sarebbe costato molto, per cui scelse la strada della recinzione, due metri d’altezza, ed un sistema di videosorveglianza che la Giunta Cialente ha adottato un anno fa. Un lavoro giudicato urgente, ma ad oggi non è stato fatto nulla. Circa 200mila euro da prendere dal capitolo delle manutenzioni straordinarie, c’erano quindi anche i fondi, ed invece niente, solo saccheggi continui e piccoli interventi rimediati, usando peraltro pezzi di puntellamenti smantellati. Segno quindi, che non c’è nessuno che conti questi pezzi pagati a peso d’oro dallo Stato. Diverse volte i carabinieri di Sassa sono dovuti intervenire “a causa di tentativi di effrazione degli alloggi”, si legge nella delibera, la Polizia municipale ha segnalato a più riprese “la presenza di persone e curiosi a ridosso degli immobili di Sassa” ed anche i Vigili del Fuoco, praticamente un anno fa ormai, segnalavano “uno stato di pericolo” invitando l’amministrazione “ad adottare idonee misure di transennamento rigido a salvaguardia della pubblica incolumità”. Anche perché in quelle piastre fatte male, altri balconi potrebbero precipitare in qualunque momento. La Giunta ritenne urgente provvedere ad un’immediata transennatura ed invece la dirigente s’è fermata nel bel mezzo della procedura dell’indagine di mercato, senza mai chiarire le motivazioni. Lo può fare, nel corso di un procedimento ad evidenza pubblica? La De Paulis peraltro si assicurò che la Procura consentisse l’intervento e la informò che avrebbero fatto la gara per i lavori, fatto sta che fece una ricerca di mercato, valutò la documentazione amministrativa ma decise di non andare avanti con l’apertura dell’offerta economica. Da quel momento, buio, ruberie e saccheggi nell’indifferenza generale. Hanno tentato di chiudere qualche porta o finestra forzata così da occupare abusivamente gli interni, ma nulla più. Ad oggi, potrebbero continuare a piovere tranquillamente balconi, visto il degrado, il mancato controllo successivo o il pericolo di cedimento, oltre al fatto che probabilmente, dopo mesi di abbandono, non ci sarà più niente da portare via.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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