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4% PER LA CULTURA: PER IL 2016 FINANZIATI PROGETTI A POSTERIORI
stampa pagina 14 marzo 2017
Hanno appena pubblicato una delibera di Giunta comunale, con cui spiegano come saranno finanziati i progetti culturali, dell’Aquila e del cratere, con il famoso 4%. Chiarissima la scelta per cui gran parte delle risorse andranno alle istituzioni importanti già finanziate dal Fus, Fondo unico per lo spettacolo, cioè dal Ministero, perché non riuscendo ad avere altri finanziamenti certi, andranno comunque sostenute in ogni modo. Ma è il resto, a preoccupare. Intanto il soggetto attuatore è il Comune dell’Aquila anche per le risorse che interesseranno il cratere, sarà privilegiata la rete di soggetti, l’anzianità di presenza sul mercato, altri fattori, ma molto poco può garantire la qualità nella scelta e nelle selezioni. Una specie di direzione della gestione è nelle mani di Antonio Massena, già coordinatore dei Cantieri dell’Immaginario, ma l’amministrazione comunale sul fronte cultura, e non solo, ha dimostrato purtroppo scarsissime capacità promozionali. Basti pensare all’occasione persa della Capitale Europea della Cultura 2019, e a quelle a seguire, per cui non ci siamo neanche sforzati di guadagnare un posto nella selezione annuale per la Capitale italiana della Cultura. Il che, avrebbe comunque comportato un milione di euro l’anno da investire. Hai detto niente. C’è poi il fattore ritardo per i finanziamenti culturali del 4% per il 2016, in tutto è un triennio di contributi da 13milioni e 200mila euro, di cui 3milioni nel 2016; 3milioni e 100mila euro quest’anno e 2milioni e 800mila euro per il 2018. Quindi per il 2016, a causa dei ritardi nella pubblicazione della delibera Cipe, hanno deciso che il bando sarà pubblicato a posteriori per progetti già fatti e dimostrabili nelle rendicontazioni. Alle istituzioni del Fus andrà un milione e sei; 900mila euro ad eventi importanti di respiro nazionale anche cinematografico tenuti nel Comune dell’Aquila e 500mila euro per il resto nel cratere. Si parla in questi bandi postumi di eventi grandi, importanti, di ampio respiro e di ripresa vera che rilancino il territorio, la sua arte, la sua cultura, le sue capacità artistiche ed espressive. Quindi già il primo anno è andato. Per quelli a venire, aspettiamo sia impostato intanto un Festival Jazz all’altezza e non vorremmo un ducato decisionale che scarti a prescindere le buone proposte, che potrebbero pur venire da chi ha solo bisogno di capire come funziona. Tutto il territorio deve riprendersi economicamente, non solo chi già esiste, dovremmo cominciare a pensare quanto, il 4%, abbia veramente inciso sulla nostra città disastrata dal sisma, fare un bilancio, ed evitare che questo treno possa fermarsi solo per pochi. Aspettiamo che siano pubblicate le graduatorie dei progetti culturali finanziati a posteriori, confidando che il futuro possa aprire a tutti e non ai soliti pochi. Vogliamo vedere i progetti.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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