All'interno
Cultura e Turismo
A ruota libera...
Segnala!
[email protected]
DALLE PIASTRE EVACUATE, IL COMUNE SGOMBRA I FRIGO ABBANDONATI
stampa pagina 15 marzo 2017
“Si tolga da lì che potrebbero cedere i balconi”, parole di due dipendenti del Settore Ricostruzione Pubblica e Patrimonio del Comune dell’Aquila rivolte alla sottoscritta, mentre stamattina caricavano frigoriferi smontati dagli alloggi e lasciati deperire tra gli isolatori del Progetto case di Sassa, ormai da qualche anno. Chiunque può aggirarsi tra quelle piastre pericolanti, perché la dirigente responsabile Enrica De Paulis ha bloccato una gara in corso, una ricerca di mercato, non aprendo le offerte economiche, ma solo quelle amministrative, di imprese che avrebbero dovuto transennare 18 piastre in tutto evacuate tra Collebrincioni, Cese di Preturo, Arischia e appunto Sassa per il crollo di balconi ed altri problemi strutturali e porre un sistema di videosorveglianza per evitare ruberie, saccheggi ed occupazioni abusive oltre che proteggere la pubblica incolumità. Quei frigoriferi sono stati caricati e portati all’Asm spa per lo smaltimento: perché tanta fretta? La De Paulis alla lettura della nostra denuncia dell’altro ieri pare abbia dato di matto e messo sotto chiave le carte perché nessuno dovrà leggerle, nel frattempo ha inviato dipendenti perché togliessero quegli elettrodomestici che ha pagato lo Stato che al contrario, se fossero stati conservati a dovere, avrebbero potuto sostituire quelli danneggiati nelle piastre abitate da otto anni. Alcuni assegnatari ci raccontano che vedono gente con le carriole portare via rame da quelle evacuate, ci sono resti di bivacchi ed occupazioni abusive per cui la sera notano luci all’interno di alcuni alloggi, meno male che hanno tagliato i fili dei contatori altrimenti oltre al debito milionario che non riusciamo a fronteggiare sui consumi, dovremo anche, noi aquilani, sobbarcarci spese per innesti abusivi. Cabine di controllo manomesse e vani ascensore con voragini a cielo aperto dove potrebbe rimetterci le penne chiunque, le uniche messe in sicurezza sono pochi tubi di puntellamenti dismessi, senza sapere più di chi sono e quanto siano stati pagati. L’amministrazione Cialente non ha ascoltato le segnalazioni dei Vigili urbani, dei Carabinieri di Sassa e neanche quelle dei Vigili del fuoco che hanno consigliato a più riprese di transennare le aree delle piastre sgomberate, per impedire che chiunque potesse accedervi. Invece ci si può passeggiare senza problemi. Chi pagherà per quei frigoriferi lasciati deperire? Chi per le cucine smontate e portate via? Chi per gli arredi sottratti? Conservare tutto in un magazzino sarebbe stato troppo oneroso per la dirigente che chiese perfino alla Procura della Repubblica, che indaga su queste costruzioni mal fatte dall’Ati Iter, di poter procedere con una gara per fare una cinta di due metri con cui tenere d’occhio il patrimonio pubblico attraverso una videosorveglianza. Ed invece s’è bloccata a metà gara, e probabilmente turbando l’asta non ha proceduto con l’esame delle offerte economiche: forse i nomi delle imprese partecipanti non erano convincenti? C’erano perfino i fondi, 200mila euro circa, disponibili per le manutenzioni straordinarie. Vogliamo sapere se esiste un inventario degli arredi del Progetto case, vogliamo sapere quei frigoriferi da dove vengono e cosa manca negli alloggi abbandonati, vogliamo poi sapere se Fabio Pelini, assessore responsabile dell’assegnazione degli alloggi, tenga il conto degli arredi e quando vanno “in riparazione” gli alloggi, come paghi e con quali soldi le sostituzioni delle cose che non funzionano e vogliamo sapere quanti arredi abbandonati abbiano utilizzato per esigenze di questo tipo. L’amministrazione Cialente, responsabile fino al midollo di questa sciagurata gestione non può certo uscirne senza un briciolo di responsabilità, ripresentandosi all’elettorato senza parlare di questo immane disastro economico-finanziario, gestionale e patrimoniale, ampiamente prevedibile. Vogliamo a questo punto sapere cosa farà la Procura della Corte dei conti.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
- Nessun appuntamento presente.
News
- Il 2 maggio ha riaperto San Bernardino: cosa ne faremo di quella finta?
- Progetto case, 1402 giorni di ritardo. Assegnatari come scudi umani
- Ovindoli Mountain Festival, più di 15mila presenze giornaliere
- L'Aquila Rugby Club, domenica il recupero a Benevento
- Capodanno diffuso e il concerto del primo gennaio
- Le ragioni del No, incontro di Azimut al Palazzetto dei Nobili
- Scuole, eletta Giunta della Consulta provinciale degli studenti





.gif)
