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ARCHIVIATA LA QUERELA DI PELINI SUL PROGETTO CASE: TUTTO VERO
stampa pagina 16 marzo 2017
Come i pifferi di montagna, che andarono per suonare e rimasero suonati, così l’assessore Fabio Pelini, responsabile dell’Assistenza alla Popolazione del Comune dell’Aquila, che mi aveva querelato per diffamazione le ha prese di santa ragione perché la sua denuncia è stata archiviata stamattina dal gip Romano Gargarella, su difesa dell’avvocato Ferdinando Paone, non ritenendo offensivo il contenuto degli articoli.
In un primo momento Pelini s’era opposto all’archiviazione, ma evidentemente la Camera di Consiglio nel corso della quale ho depositato i verbali della terza e della quinta commissione del 2013, oltre alla sentenza della Corte dei conti che condanna il Pelini, tra gli altri, per danno erariale, non ha ritenuto di dover procedere.
D’altra parte in quei verbali, c’era esattamente quanto riportato fedelmente negli articoli incriminati de L’Editoriale.
Ed anzi ringrazio i presidenti della quinta e della terza commissione, rispettivamente Raffaele Daniele ed Adriano Durante per aver garantito la massima disponibilità nell’accesso agli atti necessari alla difesa. Cosa avevamo scritto su Pelini, riguardo l’assegnazione degli alloggi del Progetto case? Avevamo raccontato che l’assistenza risultava garantita a 150 morti, che 40 famiglie erano ancora nel Progetto case pur avendo l’abitazione agibile e che risultavano non assegnati 157 appartamenti, nel mentre i terremotati aspettavano un tetto per ripararsi. Raccontavamo di appartamenti assegnati agli amici degli amici ed è stato l’assessore stesso a confermarlo quando in quella terza commissione dichiarò: “ogni consigliere viene da me…senti ma questo me lo puoi mettere là…”, senza mai chiarire ulteriormente questa sua affermazione, nel senso che quando diversi consiglieri gli chiesero di fare nomi e cognomi, preferì tacere.
Dopo le sue querele è intervenuta la condanna per danno erariale della Corte dei Conti, contro la quale s’è peraltro appellata la Procura, ritenendola troppo esigua. Il vice procuratore della Corte dei Conti Roberto Leoni, nella durissima requisitoria contro il sindaco Cialente, gli assessori Moroni e Pelini e la dirigente incaricata Del Principe si espresse così “definire la situazione indecente, è gentile e riguardoso”, richiese infatti una condanna per colpa grave dei quattro imputati, tutti condannati, per un danno erariale di 11milioni e 871 mila euro ai danni dell’ente, per aver pagato il contributo di autonoma sistemazione, invece di assegnare gli appartamenti che avrebbero dovuto liberare con lo sfratto obbligatorio per morosità, così come previsto dal Regolamento approvato dal Consiglio comunale. Milioni di euro che potevano essere risparmiati, come accertò la Guardia di Finanza rimettendo una relazione alla Procura della Corte dei Conti che aprì l’inchiesta.
Non denuncerò Pelini per avermi diffamato con la denuncia non veritiera, d’altronde la classe non è acqua. Lo aspetteremo in un nuovo processo, sempre dietro sua querela, per le stesse “sue” dichiarazioni nelle commissioni su citate e certamente anche lì, il piffero di montagna sarà nuovamente suonato.
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
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