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Primo piano

COALIZIONE PROGRESSISTA, FINCHE’ LA BARCA VA LASCIALA ANDARE


stampa pagina 17 marzo 2017

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L’Aquila ha un gran bisogno di fare e di vedere che le cose si fanno, che ricominciamo. Leggere quindi manifesti di intenti, come quelli della coalizione civico progressista per L’Aquila, del faremo e diremo, con la presenza di anime troppo diverse tra loro, non prepara certo all’ottimismo per il prossimo decennio. Il centro destra gioca a perdere, i grillini anche, mentre la coalizione civico progressista, leggiamo tra le altre cose nel manifesto sottoscritto “rifiuta ogni contrapposizione tra ambiente e sviluppo… sapendo cogliere le opportunità e potenzialità economiche connesse ad un intelligente sviluppo dell’area montana”. Vuol dire che se Luigi Faccia porterà le ragioni di #SaveGranSasso al nuovo Sindaco, ed è certo che chiunque sarà gli aprirà la porta, le forze a sinistra del Pd lo ascolteranno volentieri? O non vorranno proprio sedersi allo stesso tavolo? Non può più essere sufficiente credere in una condivisione di percorso, dieci anni hanno dimostrato che comanda chi è più forte e più forte è il Pd ed il Pd parlerà con Luigi Faccia, crede nel Piano d’Area, in alcuni piani costruttivi e in uno sviluppo urbanistico aperto ai liberi contributi. La città vuole parlare di sviluppo del Gran Sasso, di turismo, vuole alberghi, rinascita, imprese e movimento ed ha dimostrato con le 5mila firme raccolte in due mesi per il referendum, di volersi esprimere. Enrico Perilli, che pure aspetta il via libera dal nazionale di Rifondazione comunista per entrare di corsa nella coalizione, non ha alzato un dito perché questo processo si compisse, al di là del risultato, ed anzi, la richiesta del comitato di avere più confronti aperti, non ha avuto alcun seguito. Andrà dritto per la sua strada, giusto con un pugno di voti a sostenerlo? Sul Gran Sasso la gente vuole aprire, queste forze a sinistra anche civiche, sono certe di aver capito che hanno rifiutato, firmando il manifesto, “ogni contrapposizione tra ambiente e sviluppo?” Spiegare bene le loro intenzioni è una forma di rispetto dovuta all’elettorato, altri dieci anni di nulla e di stop senza muoversi in nessuna direzione ci faranno veramente male, il Pd ha voglia di fare e si capisce benissimo, farà tranquillamente a meno di freni e veti, non si può peraltro fare solo resistenza passiva che poi tradotta vuol dire paralisi e agonia. I giovani sindaci vorranno crederci, avremmo voluto leggere un manifesto frizzante anche sul 4% per la ripresa economica, sui risultati avuti finora, se va bene come andiamo oppure no, se bisognerà cambiare qualcosa a cominciare dal capire perché Invitalia, bocci i progetti di ripresa a raffica: e invece cosa abbiamo? Un appiattimento reverenziale verso il decano Giovanni Lolli. La ripresa non c’è, non è colpa sua ma gli errori vanno corretti, sembra però consigliabile non parlarne. E’ davvero sufficiente raccontare di una ricostruzione a buon punto “solo” da portare a termine? Lo scenario di ieri, basti vedere il tavolo in conferenza stampa, è triste nella misura in cui s’è proposto solo per vincere. L’appiattimento è totale ma non avevano scelta, qualcuno avrebbe potuto valutare di saltare il turno o prendere decisioni più coraggiose anche se forse perdenti, d’altra parte certe politiche sono molto faticose da portare avanti e un blocco a sinistra non è nato, faranno solo finta di starci almeno fino alla prima proposta nella futura Aula dove si riconteranno le pecore, e se questo vuol dire cambiare le cose da dentro meglio entrarci sul serio oppure rimanerne fuori.


Ale.c.




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