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QUALITA' DELL'ARIA E CANTIERI, MANCA UN VERO MONITORAGGIO
stampa pagina 23 marzo 2017
Siamo rimasti ad un’ordinanza di un anno fa del sindaco Cialente, costretto a firmarla perché avevano “notato”, parole testuali, che le betoniere venivano lavate in centro storico intasando sottoservizi e fogne, solo per questo. Non è pubblico il resoconto dei controlli effettuati sui cantieri e sulla riduzione delle polveri, l’aria è irrespirabile, c’è una cappa incredibile, e non solo in centro storico, ma l’unica cosa che esce è lo studio dell’Arta pubblicato a gennaio, su un monitoraggio eccezionale effettuato per un mese l’estate scorsa e solo a seguito di un tavolo voluto dalla Prefettura, “per rispondere alle inquietudini della cittadinanza”. Il monitoraggio mobile è stato fatto in piazza Duomo, non hanno rilevato particolari criticità tranne il 13 settembre, quando hanno registrato “un picco di particolato aerodisperso che alle ore 16 ha raggiunto una concentrazione media oraria di ben 161ug/mc”. Il limite giornaliero previsto dalla legge è di 50ug/mc. L’Arta non ha generato particolari allarmismi, è chiaro, ma ha precisato che “per fornire dati consistenti è necessario effettuare monitoraggi molto estesi nel tempo, preferibilmente pluriennali” perché “le campagne di monitoraggio di breve durata sono affette da una maggiore incertezza”. Sono otto anni che non sappiamo che succede, ce ne accorgiamo solo perché la gola è arsa, camminando per strada e con le temperature più alte quando i livelli di Pm10 potrebbero toccare il massimo, diventando fortemente dannosi per la nostra salute. E’ chiaro agli amministratori oppure no? A loro, evidentemente no. “La campagna effettuata all’Aquila in Piazza Duomo per un periodo di 26 giorni” scrivono i tecnici Arta alla fine, e a cantieri chiusi “fornisce solo una descrizione indicativa della qualità dell’aria del centro storico”, auspicano “una progressiva riduzione della concentrazione di ozono nei periodi caldi”, ma su 26 giorni di monitoraggio, come hanno detto loro, non hanno una vera attendibilità. Alla fine se la cavano “suggerendo per i mesi caldi, la necessità di mantenere un elevato livello di vigilanza sulle attività di cantiere e sulle misure di contenimento alla fonte già previste nel protocollo polveri”, rimandando alla Asl “per una più approfondita valutazione degli esiti analitici”. Il Sindaco Cialente non ha ritenuto di fare altro e non ha comunicato di più alla cittadinanza. E’ molto più pratico a fare strisce blu e a fare cassa, chiederemo al comandante Grippo gli indirizzi politici avuti, “utili” a garantire un livello alto di vigilanza sulle polveri dei cantieri e la quantità di multe elevate alle imprese, per la mancata attuazione della norme amministrative e sanitarie. Non si vede più un idrante in giro, e se si vede solo nel corso delle demolizioni come se poi la rimozione delle macerie non sollevasse polveri pericolose. Nel post sisma non si possono fare solo affari e guadagni milionari sulla pelle dei terremotati.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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