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SCAVI SOTTOSERVIZI: A.A.A. CERCASI TRACCE DI PARETI ARMATE
stampa pagina 24 marzo 2017
Si torna a parlare di sottoservizi e di scavi e se questi siano stati fatti secondo quanto previsto nel capitolato d’appalto della Gran Sasso Acqua spa. Cioè armando le pareti ai lati con dei casseri o paratie, in modo da non nuocere alla sicurezza e stabilità di palazzi storici e fondazioni. I termini sono complessi e stamattina nel corso di una conferenza stampa, l’architetto Antonio Perrotti con Fausto Corti, legale di alcuni privati che stanno agendo contro i lavori e la senatrice Enza Blundo del M5S hanno pubblicamente chiesto se “con un ribasso del 40, 41%, procedendo in fretta per motivi politici, forse anche elettorali, sia possibile eludere i canoni realizzativi” ha introdotto Perrotti, annunciando un’interrogazione a livello regionale e nazionale. Non hanno intenzione di puntare il dito contro nessuno, ma a leggere alcuni passaggi dell’appalto non si spiegano come mai non trovino traccia documentata di pareti armate o di trincee scavate massimo per 3metri e 50, per poi ricoprirle e procedere progressivamente con la discesa dei cassoni. Nei casi più critici, tipo strade strette in centro storico o a filo dei palazzi è infatti “previsto che nel caso del blindaggio si proceda sollevando il cassero o la paratia a tratti, reinterrando mano a mano che lo sollevi” ha spiegato tra le altre cose Corti, progetto alla mano, ed invece dal dossier di foto di cantiere mostrate, appaiono scavi lunghi per molti metri e spesso a filo dei palazzi, come denunciammo oltre un anno fa a proposito di Palazzo Margherita, per cui per rinforzare la Torre gravemente danneggiata, dovettero rivedere interamente il progetto non essendo più possibile procedere con quello originario. Cialente non disse mai una parola in merito. La questione diventa di trasparenza “il tunnel non è mai a filo degli edifici ma al centro strada” assicurò Frattale, della scarl aggiudicatrice del primo lotto d’appalto di circa 40milioni di euro, dalle pagine del giornale sovvenzionato dalle istituzioni “gli scavi si eseguono a blindaggio – proseguì - una tecnica che serve proprio a tutelare in via preventiva le fondamenta degli edifici” e Corti chiede traccia di tali blindaggi. Chiede pure come mai Lolli non denunci pubblicamente il fatto che anche la sua proprietà sul corso stretto, sarebbe stata interessata a scavi senza blindaggio, la Blundo l’ha definita omertà, e come mai la Gran Sasso Acqua spa, non chieda di più alla scarl, non chieda se sono stati fatti i blindaggi con le paratie, se non sono stati fatti, come sono stati collaudati i lavori, se lo saranno alla fine, ad asfalto finito o cosa, e comunque le ragioni per cui non avrebbero optato per le paratie. Anzi sembrerebbe il contrario, visto che non c’è traccia fotografica. La questione diventa d’informazione e rassicurazione ai residenti, ai proprietari, ai cittadini e a chi circola per il centro storico, sul fatto che domani un palazzo senza fondazioni e con il vuoto in profondità, possa rischiare la stabilità. L’Ufficio speciale ha licenziato progetti di riqualificazione dei palazzi, senza chiedere i tempi dei sottoservizi e se avessero potuto interferire in qualche modo, in realtà non mette becco neanche sull’assenza totale di programmazione e raccordo di lavori da parte dell’assessorato di Di Stefano, mentre la politica preme per velocizzare la fine del cantiere, prevista ufficialmente a maggio 2017. E a giugno si vota. Sicuramente per un post sisma e per una città che ambisce ad essere sicura, dovrebbero puntare tutti ad una maggiore trasparenza, dalla direzione dei lavori alla Gran Sasso Acqua spa come stazione appaltante, documentando tecniche e blindaggi adottati, così da dissolvere sul nascere ogni minimo dubbio sul fatto che la sicurezza di tanti palazzi, potrebbe essere minata in qualsiasi momento. Nel capitolato ad esempio, su via Goriano Valle era prevista una paratia in acciaio alta quattro metri e lunga dieci, ma dalle foto che girano non si vede nulla del genere.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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