All'interno
Cultura e Turismo
A ruota libera...
Segnala!
[email protected]
PATRIMONIO IMMOBILIARE E ABITATIVO: NON NE USCIREMO INDENNI
stampa pagina 31 marzo 2017
Sulla gestione del patrimonio abitativo ed immobiliare siamo davvero messi male. Il Piano di razionalizzazione delle spese di funzionamento che arriva direttamente al Mef, mostra queste falle a cominciare dal Progetto case e Map, su cui gli uffici rilevano “difficoltà obiettive, di mantenere uno standard adeguato di manutenzione degli alloggi”, anche per le distanze e le morosità degli inquilini. Milioni di euro che, spiegano a Roma, salderanno con la compensazione, una specie di baratto sulle pendenze tra Comune e cittadino, mentre il recupero sulle morosità, certificato al 31 dicembre su 221mila 989,58 euro, è in alto mare. La dirigente Enrica De Paulis non ha ancora chiarito come “restituirà” al collega Giannangeli l’anticipo di un 1milione 355mila euro per pagare le spese, convinta com’era di recuperarlo entro l’anno passato. In più sta per scadere un contratto per incassare 4milioni di euro di morosità in un anno, siamo distanti anni luce dall’obiettivo e non c’è un Piano serio di dismissione realistica di alcuni dei 19 quartieri, che faccia capire una prospettiva, una strategia o una scelta. Ci sono poi le 520 unità immobiliari cedute al Comune in cambio dell’abitazione equivalente, di cui 130 “già volturate al Comune dell’Aquila” che non sa cosa farne. Gli uffici consigliano la vendita, soprattutto dove la proprietà pubblica è “minoritaria e parziale”; non sanno dove reperire i fondi per “rendere utilizzabili gli alloggi disponibili”, la gestione condominiale sarebbe in molti casi critica e non sanno che pesci prendere. Il Consiglio che indirizza le scelte non ne ha mai potuto discutere. Risulterebbe “in corso di definizione il procedimento volto all’individuazione degli stabili comunali da dismettere nel 2017”, ma queste “analisi” le abbiamo lette per troppi anni, sono superficiali e fatte tanto per riempire dei fogli. In più lo scoglio delle cooperative a proprietà indivisa, i cui affidatari hanno già dato la casa al Comune ma oggi al settore competente, non avendo titolo, non consentono che il bene diventi dell’ente. Ne vedremo delle brutte. Quindi i fitti passivi. Al Mef comunicano che la sede unica si sta facendo, ma i 35milioni di euro disponibili dal 2012 fanno la muffa, e manca un’idea di città che valorizzi il patrimonio disponibile e gli dia una nuova destinazione d’uso, nel Piano regolatore non c’è una riga di ciò. E’ però in corso un progetto obiettivo, progetti che andremo presto a spulciare, per ridurre i fitti e risparmiare circa 280mila euro tra le sedi di via Roma e via Rocco Carabba. Poche paginette in tutto che il Mef non guarderà, sono il biglietto da visita di una città terremotata che dopo otto anni non sa ancora dove mettere le mani sul proprio patrimonio. Nel frattempo si lanciano sul risparmio della carta. Dalla fine di dicembre c’è il pagamento elettronico, dal primo gennaio le determine dirigenziali sono totalmente digitalizzate, con un risparmio previsto di 25.184 stampe di atti per 151.104 pagine risparmiate. Potremmo però vederne delle belle a partire da domani, quando la dematerializzazione interesserà anche le delibere di Giunta e di Consiglio. 567 atti adottati dalla Giunta nel 2016, e 121 delibere di Consiglio, scrivono al Mef, per avere un risparmio in termini di logistica, che andrà però spiegato a parecchi consiglieri ed alcuni assessori.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
- Nessun appuntamento presente.
News
- Il 2 maggio ha riaperto San Bernardino: cosa ne faremo di quella finta?
- Progetto case, 1418 giorni di ritardo. Assegnatari come scudi umani
- Auditorium del Parco, le Sonate di Schubert suonate e raccontate
- Ovindoli Mountain Festival, più di 15mila presenze giornaliere
- L'Aquila Rugby Club, domenica il recupero a Benevento
- Capodanno diffuso e il concerto del primo gennaio
- Le ragioni del No, incontro di Azimut al Palazzetto dei Nobili





.gif)
