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Comune

ELEZIONI COMUNALI, PADOVANI: SERVE UN PIANO REGOLATORE PER LO SPORT


stampa pagina 3 aprile 2017

Gianni Padovani Gianni Padovani

Noto con piacere ed interesse che un probabile candidato Sindaco della Città capoluogo della Regione Abruzzo, Pierpaolo Pietrucci, nella conferenza stampa di presentazione della sua candidatura alle primarie della coalizione “Vivendo L’Aquila”, abbia “pronunciato” la parola Sport e che l’abbia fatto con competenza e riempiendola di contenuti. Governare lo sport è una cosa seria e necessita di organizzazione, perché in ballo ci sono gli interessi di centinaia di società sportive, di dirigenti che mettono mani al portafogli per svolgere i campionati, di tecnici appassionati e di ragazzi che hanno il diritto-dovere di sognare e di crederci, restando lontani dalle devianze sociali. In qualità di Consigliere Comunale che fa dello Sport un suo stile di vita, ma anche quale Dottore in discipline attinenti il settore giuridico, economico e manageriale dello Sport, vorrei continuare a contribuire, nella mia città, allo sviluppo di una cultura che contempli l’attività motoria come punto di riferimento imprescindibile della politica sociale, e che venga vissuta come un aspetto irrinunciabile della quotidianità. Ci vuole una presa di posizione di ampio respiro che possa offrire al sistema un piano strategicamente funzionale garantendo la fruibilità, la sicurezza, l’accessibilità da parte delle associazioni/società sportive, dei cittadini e delle loro famiglie e contemporaneamente gli investimenti dei privati, in collaborazione con l’istituzione locale (anche sfruttando a pieno gli aspetti dei fondi strutturali applicabili allo Sport) e con l’Istituto per il credito sportivo. Immagino un utilizzo “full time” delle strutture, sia in orario scolastico, che extra scolastico: ciò si può realizzare attraverso una collaborazione con le società/associazioni sportive e con i privati che possono concorrere, sia in termini gestionali, che di strumenti finanziari necessari per gli interventi. Continuo a sottolineare che Ci vuole una presa di posizione di ampio respiro che possa offrire al sistema un piano strategicamente funzionale garantendo la fruibilità, la sicurezza, l'accessibilità da parte delle società sportive, dei cittadini e dello loro famiglie e contemporaneamente gli investimenti dei privati, in collaborazione con le istituzioni locali e con l'Istituto per il credito sportivo.la valorizzazione degli impianti sportivi dovrebbe avvenire con gestioni professionali ed economicamente vantaggiose, ritenendo l'impianto sportivo un asset produttivo, da centro di costo a centro di profitto. Gli impianti sportivi devono essere contraddistinti come infrastrutture economiche e polifunzionali, con caratteristiche proprie tali da poter essere considerati un'opzione considerevole in un'ottica di asset allocation diversificata. Possono rappresentare una opportunità di investimento assimilabile agli altri asset del mercato immobiliare, con la giusta attenzione sui possibili rischi verso l’etica sportiva di una commercializzazione eccessiva. Un particolare ausilio proviene dalla normativa in materia, la cosiddetta Legge sugli impianti sportivi (La legge di Stabilità 2014 – L- 147/2013 art. 1 commi 303-305), che prevede espressamente, la possibilità di realizzare investimenti commerciali allo scopo di agevolare e supportare l'equilibrio economico e finanziario del progetto: con la condizione imprescindibile che ne siano funzionali e collocati in prossimità dell’impianto stesso; e concorrenti alla valorizzazione del territorio in termini sociali, occupazionali ed economici. L'ente locale si dovrebbe far promotore, e trovare l'accordo, con una o più associazioni o società sportive utilizzatrici in via prevalente dell'impianto, in modo da rendere una ristrutturazione/costruzione di un impianto sportivo una concreta e ragguardevole occasione per tutti i player del mondo dei centri commerciali, sia in termine di sviluppo immobiliare che di gestione e/o investimento. Il patrimonio impiantistico costituisce una risorsa determinante per chi opera nella promozione e nello sviluppo dell'attività motoria. Quest'ultima persegue diversi scopi: non solo la prestazione sportiva di alto livello, ma soprattutto fini educativi, formativi, sociali, nonché di tutela ambientale e di organizzazione stessa del territorio. Può contribuire alla creazione di nuovi posti di lavoro, può essere uno strumento di sviluppo regionale e locale oltrechè di riqualificazione urbana e di sviluppo rurale e turistico. Per arrivare a ciò è necessario, come affermo da tempo, un vero e proprio Piano Regolatore dello Sport. Va effettuata un'analisi dell'esistente e dei bisogni: un censimento degli impianti sportivi comunali e degli impianti presenti negli edifici scolastici, con un'analisi integrata di tutti gli elementi del sistema sportivo in relazione al territorio, in particolare per quanto riguarda l'utilizzo potenziale (pressione demografica, bacini d'utenza, censimento delle associazioni/società sportive e dei praticanti) e effettivo (modalità di fruizione dei singoli impianti, loro tipologia e distribuzione sul territorio) degli impianti. Un modo che potrebbe, secondo me, contribuire a far diventare L’Aquila la città dello Sport di cui parlava Pierpaolo (Pietrucci), con il sogno, un giorno non troppo lontano, di essere candidata a Città Europea dello Sport, perché come affermava Khalil Gibran “Preferisco essere un sognatore fra i più umili con visioni da realizzare, piuttosto che il principe di un popolo senza sogni né desideri.”

 

Dott. Gianni Padovani (Consigliere Comunale dell’Aquila – PSI)




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