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Primo piano

RIPRESA CULTURALE, IL CRATERE NON E’ RIUSCITO A PRESENTARE UN PROGETTO


stampa pagina 4 aprile 2017

Perdonanza celestiniana all'Aquila Perdonanza celestiniana all'Aquila

I comuni del cratere sismico del 2009, non hanno potuto presentare progetti per la valorizzazione culturale dei territori perché non gli è stato dato il tempo di farlo. Lo spiega Luciano Mucciante, sindaco di Castel del Monte e rappresentante delle amministrazioni del cratere, assicurando che il mezzo milione del 2016, per progetti fino a 100mila euro, lo avranno nelle loro disponibilità in aggiunta al 2017. L’avviso è scaduto ieri è stato pubblicato per soli 15 giorni dal Comune capoluogo, soggetto attuatore, che al contrario del cratere aveva tutto pronto ma lo hanno deciso in pochi. “Per L’Aquila è stato più facile – spiega – noi non abbiamo risorse da anticipare e non abbiamo avuto il tempo di organizzarci, il capoluogo aveva in calendario il Festival Jazz e la Perdonanza, forse sono stati presentati un paio di progetti in tutto, non è stato possibile fare di più”. Neanche per noi cittadini. “E’ un po’ delicato inserirsi nell’amministrazione aquilana”, aggiunge Mucciante, volendo dire che è meglio non intromettersi, quando gli chiedo se gli è stato proposto dal Comune capofila una rete, una sinergia per la valorizzazione della città territorio, così come previsto dalla Presidenza del Consiglio. La città non ha avuto modo di organizzarsi, di proporre idee per la valorizzazione dei beni culturali e del nostro patrimonio e invece loro, a rendiconto, “rimborseranno” cose ritenute da loro di “rilievo nazionale” come il Festival della partecipazione, Officina ricostruzione e Tipici dei Parchi. Sono gli esempi che portano, oltre al Festival Jazz giudicato tra gli altri cantierabile subito, in una riunione a porte chiuse dello scorso giugno, tagliando di fatto le gambe a chiunque volesse partecipare, facendo peraltro rientrare il Jazz in questi finanziamenti quando aveva già quelli ministeriali. Almeno questo mi pare fosse stato detto in conferenza stampa al Mibact, dal ministro Franceschini e da Cialente. L’asse di cui parliamo, 13milioni e 200mila euro, disponibili fino al 2020, serve a far riprendere culturalmente un territorio, a far emergere le forze migliori e non a foraggiare eventi dei soliti amici. Tre milioni di euro per il 2016, di cui uno e sei alle Istituzioni culturali con una norma transitoria da fare, 500mila al cratere e 900mila euro da distribuire a chi ha già il marchio Ance Abruzzo o Carsa, ad esempio, o veicolati da qualche regia ambigua che con la massima discrezionalità, gli appiccica addosso un rilevo nazionale drenando fondi pubblici. Non potrà esserci ripresa culturale con eventi, a parte il Jazz purché resti una direzione artistica all’altezza di Fresu, come la Perdonanza, che non ha nulla di internazionale, che l’ex assessore Moroni, responsabile del comitato, volle agganciare alla prima edizione del Festival Jazz ben sapendo, e lo disse Cialente stesso, “il ministro Franceschini ha voluto regalare all’Aquila un nuovo straordinario evento”, che nulla aveva a che vedere con la kermesse provinciale di cui continuiamo ad essere artefici ogni fine agosto. Insisto sul fare rete con Mucciante e mi spiega che aveva proposto il Jazz nel territorio diffuso dei borghi per più giorni, ma non è stato ascoltato “non servono solo spettacoli – conclude – se non c’è una base per fare sistema e per far conoscere ed amare un intero territorio”. Concordo in pieno, con la consapevolezza che questo asse culturale del 4%, con la regia di Stefania Pezzopane, la responsabilità politica di Betty Leone e la direzione tecnica di Antonio Massena, garantirà il solito assetto chiuso ed asfittico, allargando le maglie all’ingresso di pochi ammanicati, lasciando invece perire le roccaforti della vera cultura della nostra città. Sperando che anche i piccoli borghi riescano ad unirsi sul serio, destrutturando la presunta sovranità aquilana che di culturale non ha più nulla da decenni.

 

Alessandra Cococcetta




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