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Al voto con la doppia preferenza

DONNE ALLA MERCE’ DI ACCORDI? BENEDETTI: “NON VOTATE PARENTI ED AMICI”


stampa pagina 18 aprile 2017

Antonella Santilli e Carlo Benedetti Antonella Santilli e Carlo Benedetti

La prossima tornata elettorale di giugno rinnoverà il Consiglio comunale ed il Sindaco dell’Aquila. Per la prima volta dopo l’entrata in vigore della legge 215 del 2012, si dovrà garantire la presenza delle donne nella futura assise civica e la nuova legge, che punta al riequilibrio dei generi nei Consigli comunali, regionali e nelle rappresentanze societarie, consente la doppia preferenza. Un uomo e una donna ed i voti si sommano nella stessa scheda, in una stessa lista. Oppure una donna ed un uomo, pena l’annullamento della scheda qualora si esprimessero nomi di due uomini o di due donne. Nella stessa composizione delle liste, per eleggere i 32 consiglieri, dovrà essere garantita una presenza femminile del 30% almeno, minimo 7 donne massimo 11, pena l’annullamento della lista. Che succederà? Abbiamo chiesto al presidente del Consiglio comunale Carlo Benedetti come garantire la qualità degli eletti, con i porta voti a chiedere puntualmente il conto nelle scelte di maggioranza. “Quelli non mancano mai, ci sarà sicuramente una rappresentanza femminile un po’ più forte” ci dice Benedetti “hanno l’opportunità di abbinarsi a candidati uomini nella stessa lista”. Riusciremo ad eleggere più donne? Voci affidabili raccontano di accordi che rischiano di penalizzare la donna, si starebbero scatenando soprattutto nel Pd con intese tra un uomo e quattro o cinque donne, le quali porterebbero voti al collega e magari primi posti nella lista ottenendo in cambio molto poco per sé, fisiologicamente debole dal punto di vista elettorale. Carlo Benedetti non conferma queste indiscrezioni e rilancia “più donne ci sono e meglio è hanno un modo di affrontare i problemi migliore degli uomini, è una norma che può aiutare l’elezione anche se non siamo andati molti avanti nella rappresentanza femminile”. Nell’attuale Consiglio è stata eletta solo Antonella Santilli, forse lei e le assessore uscenti potrebbero avere qualche vantaggio elettorale, in realtà non siamo neanche convinti che lo Statuto ed i Regolamenti, la cui commissione è presieduta proprio dalla Santilli, garantiscano oggi una rappresentanza di genere equilibrata anche negli assetti societari dell’amministrazione, dove la predominanza resta maschile. E con questo segno rischia di evolversi nel futuro. Dal punto di vista generale l’appello di Benedetti diventa una vera raccomandazione “scegliete a chi volete affidare la città con un ragionamento politico non votate parenti e amici per poi lamentarvi della qualità del Consiglio comunale, esprimete un voto politico per capire a chi mettere in mano la città”. Di certo non ai civici, giusto? “Se parliamo di Appello per L’Aquila è positivo perché è una sorta di mini partito, mi riferisco invece a liste civiche fatte due giorni prima delle elezioni che durano due giorni dopo le elezioni, pensate per dare un budget di voti ad un candidato sindaco per consentire l’elezione all’ispiratore. Come principio è bene che chi fa una lista, non debba candidarsi né a sindaco né a consigliere, ognuno si candida in una lista magari debole, e a sua immagine, solo per riuscire”. E in effetti il proliferare di liste e protagonismi non sembra smentire il presidente, ma com’è stato il Consiglio uscente? “Oggettivamente devo dire che la qualità è superiore ad un bar, in Consiglio se ne parla di più e meglio, è stato un livello politico accettabile con posizioni qualificate, sicuramente superiore alla media che la società aquilana esprime”.

 

Alessandra Cococcetta




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