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LA PAGINA NERA DELLA MAGISTRATURA AQUILANA
stampa pagina 8 maggio 2017
Il procuratore Stefano Gallo s’è appellato contro la decisione di archiviare i fascicoli a carico di Massimo Cialente sull’affidamento di alcuni lavori e sulle pressioni ad un funzionario comunale, perché liquidasse Sal ad un’impresa, nonostante non avesse i Durc in regola e non fossero stati pagati subappaltatori e fornitori, come previsto dalla legge 99/2013.
Ci fosse veramente un giudice a Berlino? Almeno in parte sì, perché poi per quanto riguarda la transazione sulla metro, quello stesso giudice “ha sorvolato” inopportunamente. Come ha sorvolato di approfondire altri oscuri fatti della vicenda.
La notizia è giunta nei giorni in cui ho finito di leggere un pacco d’intercettazioni sul nostro Sindaco e sulle inchieste che lo riguardano, almeno 500 pagine, dalle quali si evince una cosa certa. Che la magistratura, almeno certa magistratura, va a braccetto, copre e tutela certa politica, alla quale assicura inoltre, che certi procedimenti si risolveranno con l’assoluzione “dei raccomandati”, intervenendo sui giudici che hanno in mano quel procedimento.
Che la politica va in tandem con certa stampa, sia su carta che su web per concordare articoli favorevoli o con la quale Cialente s’accorda, per un certo intervento redazionale o una certa reazione pubblica da inscenare, a seguito appunto, di un determinato articolo.
Che la magistratura va a braccetto con certa imprenditoria locale. E che la politica va più che a braccetto con troppe imprese.
Che la magistratura parla di Cialente, ma ha problemi nel chiamarlo Cialente, appellandolo invece Federico Federici, così come pure usa altri pseudonimi per riferire di un noto imprenditore come di un certo Alessandro Alessandrini. E perché queste coperture? Per non far capire niente “al maresciallo” (che sta registrando), che prendono perfino in giro. Cialente, evidentemente prima di essere stato avvisato, perché poi si capisce che “qualcuno” lo avvisa di essere intercettato, parla con l’ex magistrato Trifuoggi, fino a ieri vice sindaco, oggi candidato sindaco, per dirgli che “Gallo è un coglione”. E Trifuoggi a ribattere che è “Un gran coglione”. In altro discorso, Cialente con una certa Chiara. Chiara: “Cardella è un deficiente”. Cialente: “No, è inutile”. Chiara: “Un deficiente e un incapace”. Cialente: “Sì, sì, se ne sono accorti tutti”. Ed ancora, in altra conversazione, Cialente a Trifuoggi: “Questo stronzo di Gallo”. Segno evidente che Gallo stava cogliendo nel segno oppure che si sentiva talmente blindato, da prendersi la libertà di sbeffeggiare un magistrato che stava indagando sul suo conto.
Il quadro che ne esce è dei più oscuri, si parla anche di soldi e di bonifici bancari sul conto corrente della Bnl presso la Camera dei Deputati, si presumono mazzette, più in là potrebbe uscire qualcosa di corposo.
Le intercettazioni in mio possesso dimostrano, ove ve ne fosse ancora bisogno, che in questo torbido disegno criminoso, sono coinvolti a vario titolo alti magistrati, alte cariche dello Stato, addirittura alti graduati delle varie forze investigative, politici e politicanti, ballerine e nani, giornaliste shampiste, giornalisti venduti e compiacenti, faccendieri e cassieri.
Ed infine…sesso e rock and roll come fosse, qualcuno, un adolescente che non sa di cosa parla e spera di saperne di più.
Scrissi al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiedendo un’inchiesta, con l’invio di ispettori del Ministero della Giustizia, scrissi al vice presidente del CSM Giovanni Legnini, pur sapendo che non avrebbe mosso paglia. Un risultato però l’ho ottenuto: ho rimediato un avviso di garanzia dalla Procura di Campobasso, poiché l’ex Procuratore Capo, Fausto Cardella, mi ha querelato, sentendosi leso.
Ecco. Meno male, così avrò l’opportunità di portare le prove della verità.
Poiché non sono un visionario, come gli interessati tentano di far credere, pubblicherò a puntate, facendo nomi e cognomi di magistrati, imprenditori, politici e giornalisti coinvolti, gli stralci più significativi delle intercettazioni telefoniche ed ambientali eseguite dalla GdF sui vari “attori”, lasciando ai lettori ogni libertà di giudizio su questa vergognosa vicenda, che coinvolge “certa magistratura” e certa città, troppa, invischiata in tutto. E’ questa una prima puntata de “La mia ricostruzione”, che sarebbe un best seller di prossima uscita a firma del mitico Massimo Cialente. E non è uno scherzo.
Peppe Vespa
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