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PUNTELLAMENTI PREFETTURA SECONDO LEGGE: IL FATTO NON SUSSISTE
stampa pagina 12 maggio 2017
E’ giusto rimarcare la decisione del giudice dell’udienza preliminare, Guendalina Buccella, che ieri ha disposto il non luogo a procedere per i tecnici comunali Mario Di Gregorio, Carlo Cafaggi e Giuseppe Galassi, perché il fatto non sussiste. Ma la vicenda non ha nulla a che vedere con l’inchiesta Redde rationem che porterà a giudizio Pierluigi Tancredi e altri otto indagati. Non ha nulla a che vedere perché Di Gregorio, Cafaggi e Galassi erano componenti della commissione che affidò i lavori per la messa in sicurezza della Prefettura, gli fu contestato l’abuso d’ufficio, per non aver escluso la Dipe costruzioni che non aveva presentato una certificazione ai sensi del Dpr 445/2000, l’impresa aveva però fatto un’autocertificazione, quindi per legge non serviva altro e non doveva essere esclusa. E tanto fecero i tecnici. La debole accusa non poteva che cadere, il pm per due volte ha chiesto l’archiviazione di questa storia che non aveva alcun fondamento, si è però opposto il subappaltatore Lupisella, che pare abbia montato con un esposto in Procura, il coinvolgimento dei tecnici e combutte inventate con la Dipe costruzioni e Tancredi, solo perché la Dipe non gli liquidava il dovuto per i lavori fatti. Può nascere da questo un castello accusatorio? Una montatura diffamatoria per cui Lupisella sarà probabilmente denunciato nelle prossime settimane, perfino il pm voleva archiviare perché non c’era una sola prova dell’abuso, ieri la sentenza con cui la Buccella ha determinato che il fatto non sussiste. Questa vicenda è stata poi malamente agganciata all’inchiesta Redde rationem che portò a diversi arresti domiciliari e che vedrà a processo Tancredi, imprenditori e faccendieri nei prossimi mesi per reati pesanti come truffa aggravata, dichiarazioni fraudolente mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, corruzione aggravata, estorsione. Le questioni non c’entrano l’una con l’altra, sono fatti tutti risalenti ad almeno due anni fa, quando i titoli dei giornali raccontavano di puntellamenti e tangenti, sbattendo sulle prime pagine la foto dell’allora dirigente Di Gregorio, tirato invece in ballo in una storia inventata da Lupisella, solo per convincere la Dipe a pagarlo. Quella ditta fu poi coinvolta nelle indagini su Pierluigi Tancredi e nell’inchiesta Redde Rationem, diventò automatico agganciare deliberatamente le storie. Non sono invece legate, l’affidamento dei lavori per la messa in sicurezza della Prefettura è stato fatto a norma di legge dunque Di Gregorio, Galassi e Cafaggi ne escono giustamente a testa alta.
Ale.c.
Il pungiglione
Taccuino
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