L'Editoriale

L'Editoriale

Periodico indipendente a distribuzione gratuita
ti trovi in: home » articoli » Primo piano » PORTA BARETE: L’URBANISTICA…
 

All'interno

  • Archivio Numeri
    • In Copertina
    • Primo piano
    • Comune
    • Provincia
    • Regione
    • Attualità
    • Ambiente
    • Cronaca
    • Sport
    • Economia
    • Politica
    • Cultura
    • Edizione Straordinaria
tutti gli articoli

Cultura e Turismo

  • Il Brutto anatroccolo del gruppo e-Motion, all'Auditorium del parco
  • Auditorium Guardia di finanza, concerto della pianista Martha Argerich
  • Conservatorio, festa musicale per il Carnevale
tutti gli articoli

A ruota libera...

Sede unica, la cittadinanza va consultata.... Conservazione del territorio. Con questo impegno sonoro in campagna elettorale, Cialente promise…
archivio

Segnala!

Se vuoi segnalare notizie scrivici all'indirizzo e-mail
[email protected]
Primo piano

PORTA BARETE: L’URBANISTICA DAL FABBRO LEONARDI AL CIVICO 207


stampa pagina 12 maggio 2017

Gli scavi per il civico 207. A destra le mura, a sinistra la rampa che le ha sostituite

Nel confronto nato sui social a seguito dei nostri articoli, un cittadino mi ha fatto notare che prima del civico 207 su via Roma, cioè la palazzina appoggiata sulle mura urbiche di Porta Barete, c’era un’officina. E quindi secondo l’utente prima di scrivere avrei dovuto informarmi. L'officina era del fabbro Leonardi ed è da quell’officina che nacque la palazzina del 207. L'abuso dell'assessore dell'epoca fu proprio il cambio di destinazione ad uso abitativo, e a quanto si racconta, pare abbiano incluso anche il palazzetto di fronte per recuperare i metri cubi necessari alla nuova struttura. Quell'officina stava prima a San Basilio, dove il Podestà voleva costruire, come fece, la casa del mutilato. Chiesero a Leonardi di trasferirsi a proprie spese all'interno del Comune e il fabbro individuò la zona di Porta Barete, dove all'epoca c'erano solo le casette del dazio. Siccome il terreno che Leonardi cedette al Comune era inferiore di circa 200 metri, rispetto all'area daziaria di Porta Barete, il fabbro dovette pagare al Comune la differenza. Fu quindi sfrattato, smontò l'officina e pagò la differenza per il terreno, più avanti però, allargò l'officina. Niente di nuovo sotto il sole dell’urbanistica no? Non risultano tracce storiche e fotografiche tra il 1933 ed il 1976, ma è certo che dal cambio di destinazione d’uso che favorì il politico comunale, nacque il civico 207 e nacque sulle mura. Tra le delibere podestarili del ventennio c'è infatti il passaggio di proprietà del tratto di mura al fabbro, anche se una sentenza del Tar, sollecitata dai proprietari del civico 207, ha sancito l’unica verità possibile e cioè che il Comune non poteva cedere le mura, perché c’era un vincolo preesistente. Come sul pomerio. Su cui negli anni trenta il Comune cominciò a riscuotere l’occupazione dei suoli, in una delibera podestarile furono individuati 60 soggetti che avrebbero dovuto pagare l'occupazione del pomerio, per un totale di 2439,45 lire per ogni anno d’occupazione, sulla base del regio decreto n.1910 del 3 settembre del 1926. E già dal 1933 diversi cittadini si opposero, dicendo che il pomerio sarebbe stato di loro proprietà. Ovviamente il pomerio era interamente comunale, vedendo però arrivare i ruoli in molti si opposero al pagamento, d’altra parte le mura urbiche non hanno mai avuto il rispetto dovuto fin dagli anni trenta, aggredite da enti e cittadini che hanno privatizzato parti del pomerio, occupandolo liberamente con l’avallo della politica del momento. L'avvocato Ciarletta, che difendeva il Comune dalle opposizioni alle tasse, s’era abbassato la cinta muraria davanti casa per avere più luce e come lui altri, forse perché amici del Podestà. Anche il Podestà abitava sulle mura, in fondo a viale Rendina, e anche lui fece abbassare le mura davanti al proprio giardino. Per la vista. Gli scempi che ritroviamo oggi partono quindi da lontano. Tra gli oppositori ai pagamenti delle tasse, le suore della Lauretana, dovevano pagare 110 lire per aver occupato il pomerio comunale dal ’29 al ’32, altre monache furono esonerate, quelle della Lauretana citarono il Comune ed il tesoriere, davanti al Pretore, il Comune si oppose sostenendo che il pomerio doveva esistere per forza, se esisteva la cinta muraria. E’ la delibera 688 del 3 agosto 1933 e da allora è cambiato molto poco, basti pensare ai buchi neri delle convenzioni urbanistiche. Ma nonostante un sisma devastante, registriamo ancora storie di privati che vorrebbero far valere diritti su terreni pubblici, vincolati ed abusati come su Porta Barete. E’ questo un pezzetto di storia dell’Aquila raccontata semplificando di molto per raggiungere tutti, grazie al prezioso aiuto di Sandro Zecca, tanto per far capire che il nostro modo di fare per l’orticello proprio, viene da lontano e non ci fa crescere civicamente di un solo centimetro.


Alessandra Cococcetta

 

 

 

 

 

 




  • Tweet

Il pungiglione

Che fine hanno fatto gli archivi della città dopo il sisma? I documenti storici della città dell'Aquila, atti pubblici, delibere di Consiglio e di Giunta, concessioni edilizie ed urbanistiche sono ancora abbandonati a Palazzo Margherita e…

Taccuino

  • Nessun appuntamento presente.
tutti gli appuntamenti

News

  • Il 2 maggio ha riaperto San Bernardino: cosa ne faremo di quella finta?
  • Progetto case, 1460 giorni di ritardo. Assegnatari come scudi umani
  • Pink Poetry Slam d'Abruzzo, secondo posto per l'aquilana Scaramazza
  • Auditorium del Parco, le Sonate di Schubert suonate e raccontate
  • Ovindoli Mountain Festival, più di 15mila presenze giornaliere
  • L'Aquila Rugby Club, domenica il recupero a Benevento
  • Capodanno diffuso e il concerto del primo gennaio
tutte le news

I nostri video

  • play Lavori a Murata Gigotti
  • play Stefano Palumbo su sicurezza stradale
tutti i video
Direttore Responsabile: Giuseppe Vespa
Autorizzazione Tribunale di L'Aquila del 13/8/92, reg. giornali n°293
Direzione e amministrazione: 67100 L'Aquila, via del Malepasso 10/A.
Tel. e Fax 0862 405082 - Cell. 3476588525
E-mail [email protected]
credits