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Cialente ha segnato L’Aquila…

SENZA UFFICI BANCHE E NEGOZI, IL CENTRO ATTIRERA’ SOLO AFFARISTI


stampa pagina 19 maggio 2017

I quattro cantoni. A destra il sindaco Cialente I quattro cantoni. A destra il sindaco Cialente

In piena campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale, si parla tra l’altro del bando Fare Centro. Un bando pubblico che sostiene il rientro delle attività produttive e commercio, ma non solo, nel centro storico dell’Aquila. Per alcuni un bando spot, per altri ancora non ci sono parcheggi sufficienti, secondo noi, che abbiamo chiesto a chi vive e lavora lì da otto anni, rischiano di aprire solo bar e pub. E i locali per lo più bloccati per ottenere il sostegno pubblico che finanzia fino al 70% l’inizio attività, serviranno a questo. Per il Corso, verso Piazza Palazzo ed ancora lungo via San Bernardino. Mentre il Cresa, Centro regionale di studi economici della Camera di Commercio, questione di qualche settimana e lascerà il centro storico per trasferirsi a Bazzano. Stiamo facendo l’esatto contrario di quanto dovremmo, con buona pace di quei dipendenti che dopo aver masticato polvere e solitudine per anni, ora che qualcosa si muove, vanno in periferia. Massimo Cialente ha mancato in moltissime scelte, la più grave quella di favorire immediatamente il rientro degli uffici pubblici e banche nel centro storico. Ed era la prima cosa da fare prevista nella legge 77 del 2009. Ma lui in quel decreto legge 39, senza avere alcun indirizzo in tal senso dai consiglieri comunali, vide solo che tra le scuole ed istituti di formazione, anche quelli da rifare immediatamente, mancava l’Accademia dell’Immagine, ed in sede di conversione solo quelle parole furono aggiunte. Quelle che interessavano prioritariamente lui. Abbigliamento, commercio, calzature e quant’altro potrà tornare solo con il transito naturale della gente, di dipendenti pubblici e bancari, e con loro il mercato in piazza, senza queste strategie solo pub e locali. Il che vuol dire avventurieri che sanno di fare affari finché ci saranno gli operai, dopodiché potranno chiudere bottega, non sono obbligati a rimanere, e a casa se ne torneranno con le tasche piene. Basti vedere le pizzerie al taglio, una è di un ambulante che veniva ogni anno alla Fiera dell’Epifania. Peraltro stiamo facendo esattamente quello che l’Ocse, nel 2012, ci disse di evitare, cioè credere nell’economia transitoria della ricostruzione senza puntare ad una più stabile derivante dall’Università, dai suoi dipendenti e dall’indotto che genera, alla quale l’amministrazione avrebbe dovuto garantire servizi pubblici adeguati, residenzialità accettabile, una speranza di vivibilità migliore, ma neanche questo. Cialente se n’è fregato. Come di Palazzo Margherita per il quale ha i soldi in cassa dalle Bcc da otto anni, non ha mai voluto portare gli uffici in centro ed ha delle proprietà sfitte, ha sempre preferito foraggiare la gran parte delle imprese in periferia con i fitti passivi, mentre l’ex Cinema Rex, rimane sfitto ed abbandonato nelle centinaia di metri quadri che avrebbero, con adeguate politiche strategiche, potuto riportare nel centro storico la Biblioteca o l’Archivio di Stato, oppure gli stessi uffici comunali aperti al pubblico. Il sindaco col fido assessore Di Stefano, che senza confronto urbanistico serio ha segnato per sempre e drammaticamente una possibile riqualificazione del centro storico, come pure delle periferie, ha fallito. Il rischio di Fare Centro è questo. Cialente ha impedito di tutto e lo ha fatto con l’arroganza dell’uomo solo al comando, da scienziato del nulla, forse i consiglieri, e parecchi bravi torneranno a chiedere il voto agli aquilani, avrebbero dovuto sfiduciarlo senza alcun timore di arrecare danni al capoluogo. Lui, da solo, ne ha fatti più del terremoto.

 

Alessandra Cococcetta




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