All'interno
Cultura e Turismo
A ruota libera...
Segnala!
[email protected]
CIMORONI: “RIPARTIAMO DAI NOSTRI LUOGHI E RECUPERIAMOLI”
stampa pagina 5 giugno 2017
Mi faccia un esempio concreto. Abbiamo incontrato Carla Cimoroni, candidata sindaca per la coalizione sociale L’Aquila Chiama, sui temi chiave per la rinascita socio culturale ed occupazionale della città, la macchina comunale ed una Giunta di qualità. L’Ufficio speciale. Il Progetto case e le case. Centro storico e ripresa del Gran Sasso, stringendo il più possibile su esempi concreti.
Il 4% per la ripresa con quali risultati?
Doveva portare nuovi posti di lavoro o quantomeno tutelare quelli che esistevano, evidentemente non è servito a nulla. L’unica azienda esterna che è venuta, a parte i fondi distribuiti a quelle già presenti sul territorio, è stata Accord Phoenix ma ha chiuso ancor prima di iniziare con strascichi giudiziari e sequestri, non ha creato un posto di lavoro in più e non è riuscita ad assorbire quelli che doveva assorbire. Non sono arrivate altre aziende, lo scoglio vero è che non trovano un interlocutore.
C’è uno sportello aperto in Regione…
Non si può andare da Lolli a chiedere che cosa si potrebbe fare, bisognerebbe trovare un ufficio tecnico tra Regione e Comune che sappia indirizzare le aziende e sia indipendente dalla politica. Se non hanno informazioni vanno via, se hanno un business non possono aspettare quattro o cinque anni, chi aspetta punta solo ai fondi pubblici senza un business vero, il piano aziendale di Accord Phoenix, presente da qualche anno, è stato quasi secretato, il fallimento è evidente.
13milioni e 200mila euro alla cultura nelle mani del Comune con bandi a rendicontazione…
Per il 2016 sono stati reclutati ed individuati progetti senza bando, non è indice di trasparenza e non è una buona prassi. C’è sempre stata una suddivisione tra il redistribuire soldi a chi è finanziato dal Fus, lasciando le briciole ai più piccoli senza entrare nel merito dei progetti. Non si tratta di contrapporre grandi e piccoli, ma di valutare nel merito i progetti con modalità che siano sempre le stesse, i criteri devono essere univoci e con un progetto culturale alla base.
Che tipo di progetto?
Parliamo di Città della Memoria, ci piacerebbe che dall’Aquila uscisse fuori un progetto pluriennale legato alla memoria. Coinvolgerebbe tutte le associazioni culturali e potrebbe essere il marchio della città, anche quello per concorrere a Capitale italiana della Cultura su cui costruire un piano ventennale che non sia solo progetti spot per poi non lasciare niente sul territorio. La Perdonanza stessa ci starebbe benissimo dentro, abbraccerebbe tutte le iniziative e le emergenze culturali della città e le veicolerebbe all’esterno.
Manca un progetto importante…
I Cantieri dell’Immaginario all’inizio erano molto belli poi di fatto ce la cantiamo e suoniamo dentro le mura. Dobbiamo puntare alla qualità ed avere il coraggio di aprire all’esterno senza limitarsi alle esperienze locali.
Macchina comunale e Giunta di qualità…
In genere in una P.A. significa affidare gli incarichi a chi ti sta più simpatico. Ovviamente non può essere così, bisogna basarsi su criteri meritocratici, valorizzare le competenze, investire sul personale in termini di motivazione ed organizzare la macchina a seconda delle priorità politiche. Se la priorità è la ricostruzione delle scuole, quell’ufficio dovrà avere più personale, anche la Centrale Unica di Committenza per gli appalti, verificato che non va, dovrebbe essere riorganizzata.
Dirigenti ad incarico rinnovati per un anno ancora e nomine spa…
Sono atti fuori legge. Sulle partecipate abbiamo già proposto audizioni pubbliche in cui esaminare i candidati con colloqui a cui assisterebbero utenti, lavoratori e portatori d’interesse anche i giornalisti potrebbero evidenziare eventuali guai giudiziari o conflitti d’interesse, saranno così valutati i criteri con cui l’amministrazione sceglie poi, i vertici delle società. Se scegliesse con criteri più clientelari o di spartizione rispetto a criteri di qualità, la città lo saprebbe.
E la Giunta tecnica o con i pesi delle tre liste?
Non abbiamo logiche di questo tipo, una Giunta si forma in base alle competenze L’Aquila ha bisogno anche di competenze esterne, non ci spaventa il fatto di aprirci all’esterno.
E al mondo…
E’ un’occasione persa quella di non aver portato in città competenze per una spinta al dibattito. Subito dopo il sisma qui c’era l’Italia intera, pensiamo ai restauratori venuti con Tomaso Montanari quell’occasione si è molto affievolita e di quelle competenze abbiamo ancora bisogno.
L’Usra è solo un ufficio burocratico, la legge Barca prevedeva controlli di qualità…
E’ un pratichificio. Ha un ruolo indipendente che avrebbe dovuto avere una funzione che si è persa ma c’è bisogno di tecnici, può essere usato meglio non c’è dubbio, è stato tirato per la giacchetta a seconda delle occasioni, a volte come soggetto terzo, altre volte come proprio quando ha funzionato. Non può esistere sempre il doppio binario della valutazione.
Una piccola cosa da fare e una grande cosa o un grande progetto…
Abbiamo davanti una città in transizione per parecchi anni ma la transizione dev’essere vivibile invece oggi la qualità della vita è al minimo, la mobilità è una priorità che avvertiamo e che avvertono le persone che per motivi economici o di età non posseggono un’auto, siamo in una città talmente disgregata che se prima potevi scegliere di abitare in una zona abbastanza servita, adesso è impossibile, la mobilità non funziona ed è secondo noi uno dei primi punti da cui ripartire per offrire qualità della vita e diritto alla mobilità, tra l’altro è una questione di tutela dell’ambiente abbiamo più traffico in assoluto e più auto pro capite, una tendenza che va invertita e che deve andare di pari passo con il Prg e con la necessità di riportare densità in alcuni punti, è una città completamente disgregata va ricostruita densità intorno ad alcuni luoghi, densità urbanistica, densità demografica, densità di vita e di servizi.
Una smart city nel senso di benessere e qualità
Assolutamente sì. Un grande progetto è la Città della memoria a cui teniamo tantissimo, un nucleo intorno al quale costruire un progetto culturale, identitario e di rilancio economico che diventa il fulcro. Città della prevenzione e della sicurezza vuol dire anche mettere a rete i saperi, i tecnici, le esperienze delle imprese, il Gssi, l’Università e le esperienze sociali che si sono generate nell’emergenza e poi un progetto culturale legato alla Città della memoria.
Un luogo per fare ciò?
Un luogo di cui si parla da tantissimi anni che dovrebbe essere un archivio anche fotografico e documentaristico di tutto quanto abbiamo fatto, acquisito e che potrebbe essere attrattivo per ricercatori e studiosi, persone che vogliano studiare cosa è successo, diventare sede per esercitazioni a livello nazionale. L’insediamento di quasi 300 alpini va in quella direzione, L’Aquila, come punto di riferimento per le emergenze e luogo dove mettere a punto interventi, coinvolgendo Vigili del fuoco, l’Ospedale, la Pubblica amministrazione stessa e la macchina comunale che fa parte della Protezione civile. E’ un progetto a lunga scadenza.
Con il Comune dove?
Il Comune potrebbe mettere a disposizione uno degli infiniti luoghi che ha e che non usa abbandonati e non recuperati, si potrebbe dedicare un luogo fisico oltre che virtuale, di materiale ce n’è tantissimo, materiale fotografico e ormai storico del post sisma.
Case, case, case solo case, patrimonio pubblico abbandonato ed un Prg impostato ma poco chiaro sul consumo di suolo…
Ricostruire case per un potenziale abitativo di 140mila abitanti, come indica Legambiente, su 70mila residenti non è sostenibile. Ridensificare la città vuol dire anche non ricostruire, spostare volumi, abbattere alcuni Progetti case in base alla resa e stabilità o dove hanno impattato in maniera drammatica come a Camarda, quelli di Sant’Antonio sono ben inseriti nel tessuto urbano e potrebbero essere destinati anche a case popolari, se gli inquilini Ater fossero d’accordo, in una dimensione piuttosto centrale come alternativa a localizzazioni mal servite. Un utilizzo del genere anche per l’acquisto equivalente o darle all’Adsu per uno studentato diffuso, dobbiamo attrarre persone e sicuramente puntare all’Università, alla città non interessano tanto gli iscritti quanto gli studenti residenti oggi ai minimi storici. Gli studenti non vengono per la carenza nei servizi e nella mobilità.
Come gestire il Progetto case ed il debito accumulato?
Dividere la manutenzione ed affidarla per lotti come giardinaggio o illuminazione, a cooperative locali anche per far lavorare le piccole iniziative del territorio. In tanti si lamentano di pagare la manutenzione che non c’è, affiderei la gestione degli spazi comuni anche alle persone che ci abitano.
Il centro storico come rinasce?
Con gli uffici, la ricostruzione pubblica è al palo e non solo quella del Comune, c’è stata pochissima attenzione degli enti pubblici. Anche una sede unica comunale diffusa, capisco l’esigenza di riunire gli uffici per l’utenza, una sede unica è possibile intorno al polo di San Bernardino, c’è tutta la zona dell’Ater da recuperare a Porta Leoni, all’ex liceo scientifico manca l’agibilità ma è ristrutturato e poi Palazzo Margherita, ci sono ritardi allucinanti mentre paghiamo fitti milionari ai costruttori.
Il Gran Sasso come rinasce?
Il Gran Sasso è diventato un problema da quando sono arrivati i soldi da spendere, non sul Gran Sasso ma sul turismo montano. Secondo noi la costruzione di nuovi impianti è l’ultimo step di un discorso che deve partire dal recupero di tutto l’esistente per rimetterlo a sistema. Abbiamo un territorio devastato da casette, baracche e materassi abbandonati, difficile fare turismo montano così, bisogna portare a termine quanto già appaltato sulle Fontari, pare siamo arrivati, ma ogni anno assistiamo a questi annunci e non ci crede più nessuno. Siamo favorevoli alle Fontari e alla sostituzione degli impianti di Montecristo per riutilizzarli anche d’estate e valorizzare quello che già c’è. Il piano Invitalia è assolutamente inattendibile in termini di numeri, non avrebbe spendibilità neanche sulle Dolomiti va rivalutato l’investimento sugli impianti in base ad un piano di sviluppo più credibile. Ma intanto ripartire dal piccolo e da quello che c’è sul territorio.
In che modo?
Non si può parlare solo di Gran Sasso ma fare rete con i borghi pedemontani, che possono vivere veramente di turismo a differenza dell’Aquila, per cui il turismo vale il 2.4% di pil, possiamo triplicarlo quintuplicarlo ma non vivremo mai di turismo, mentre per alcuni borghi può essere vitale. Va fatto un discorso più generoso verso l’area vasta che gira intorno al Gran Sasso, anche all’Aquila si deve crescere e si può. Ci sono molte associazioni di cittadini che lavorano sul ripristino della sentieristica di bassa montagna a ridosso dell’abitato da Preturo, Cansatessa, Pettino a Monticchio in un anello enorme da fare passando per le frazioni che non sono per niente valorizzate e con associazioni che già se ne occupano, ma vanno ognuna per fatti propri a compartimenti stagni. Anche solo mettere a rete e valorizzare queste esperienze del recupero del territorio, consentirebbe di visitare la città. A Cansatessa ci sono scorci che non conosciamo nemmeno noi, il turista sta bene in una città se ci vive bene anche il cittadino, se è vivibile, se é attrattiva attrae turismo. Non si crea un sistema turismo costruendo venti bed & breakfast e poi il territorio è abbandonato a se stesso, proporremo un biglietto unico a tempo da Tornimparte a Poggio Picenze, per consentire di muoversi agilmente ed anche questo va in una direzione in chiave turistica perché è più semplice utilizzare i mezzi pubblici, riappropriandoci intanto dei nostri luoghi.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
- Nessun appuntamento presente.
News
- Il 2 maggio 2015 ha riaperto San Bernardino: cosa ne sarà di quella finta?
- Progetto case, 1484 giorni di ritardo. Assegnatari come scudi umani
- Pink Poetry Slam d'Abruzzo, secondo posto per l'aquilana Scaramazza
- Auditorium del Parco, le Sonate di Schubert suonate e raccontate
- Ovindoli Mountain Festival, più di 15mila presenze giornaliere
- L'Aquila Rugby Club, domenica il recupero a Benevento
- Capodanno diffuso e il concerto del primo gennaio





.gif)
