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PURCHE’ FACCIANO LA DIFFERENZA: FATELA!
stampa pagina 23 giugno 2017
La prima cosa che dovrebbe fare il sindaco che verrà, sarebbe quella di avviare un grande processo di pacificazione. Eliminando i favoritismi del cerchio magico, tra tecnici ed imprese, favorendo una redistribuzione della ricchezza, concentrata nelle mani di pochi, cominciando a far circolare l’idea che la città è di tutti e non solo di chi dice sì o è ammanicato, creando lavoro per tutti. D’altra parte la città si muove bene col piacere, s’è visto.
La gran parte del Consiglio comunale è infatti in sella, la Giunta Cialente ne esce trinciata, in particolar modo i pezzi da novanta, il che aprirà a mille considerazioni diverse e di fatto per questi dieci anni di governo civico non ci sarà nessun rimpianto. Bisognerà fare chiarezza, ed è la prima cosa che farebbe Di Benedetto che vorrebbe riportare gli uffici all’ordinario, separando la gestione della ricostruzione in un nucleo specializzato che potrebbe ambire perfino alla futura sede di Casa Italia. Biondi chiederebbe la remissione di tutti gli incarichi, è per lo spoil system, comincerebbe l’avventura con i suoi, subito. Entrambi sentono forte la necessità di un cambio di marcia, di una bella virata, uscendo fuori da questo brutto minestrone riscaldato.
Sulla cultura ci riserviamo un ampio approfondimento, superate le tensioni del ballottaggio, ma possiamo anticipare che la Perdonanza “ha passato” la selezione pubblica per accedere ai fondi e con questo, rimandiamo la discussione a lunedì prossimo, martedì va.
C’è l’urgenza del bilancio, della gestione del Progetto case, del Gran Sasso, dei debiti e delle spa, del Piano regolatore, del recupero del territorio intasato dagli abusi dall’emergenza abitativa e produttiva, della rinascita e del 4% ma tutto è diventato ordinario, vorremmo invece che ci facessero intuire anche un po’ di straordinario e cose belle e grandi da fare per L’Aquila.
Entrambi però dovranno fare i conti con un Consiglio comunale tipico dell’espressione cittadina, che tornerà a non leggersi carte e delibere da entrambi gli schieramenti e a lasciare i lavori ancor prima di cominciare, tra questi troviamo i più votati ma la gente li vuole, li preferisce, sa di poterci fare affidamento e quindi meglio così.
Chiaro che se questo è il segnale le cose andranno da sé come sono sempre andate, a meno che il sindaco, sia esso Biondi o Di Benedetto, non avrà chiaro l’obiettivo per cui o si fa così o tutti a casa. Non lo farà nessuno dei due, medieranno come è giusto che sia e come gli aquilani hanno detto che dovrà essere, cambierà dunque molto poco, in questo molto poco, speriamo almeno che entrambi, sono giovani e in gamba tutt’e due, vogliano volare minimamente più in alto del suolo che raschiamo, ci accontenteremmo del balzo di un volatile medio basso, purché si faccia la differenza, fatela, è ora.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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