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TRA TEMPLI E MERCATI, AL PRIMO CONSIGLIO TUTTI TIRATISSIMI
stampa pagina 14 luglio 2017
C’è da augurarsi che l’assise civica di oggi regga così come l’abbiamo vista. Tutti seduti, ben vestiti, spesso rivestiti, Giunta a fianco del Sindaco, Sindaco impeccabile e anche il presidente del Consiglio, con l’alta uniforme dei Vigili urbani a garantire l’istituzione e due colleghi a fare da sponda granitica verso il pubblico. Questo sarebbe un buon segno vero, tutti più ‘ntirati e meno scaciati. Il neo eletto presidente del Consiglio comunale Roberto Tinari ha omaggiato predecessori come Italo Grossi, Caludio Porto e Stefano Vittorini; Biondi ha giurato fedeltà per la sindacatura, promettendo che non dimenticherà i più deboli, quelli che hanno creduto in lui. Ha dovuto però subito tirare le briglie alla sua maggioranza che solo alla terza votazione ha garantito il successo a Tinari, nelle prime due una fronda vicina a Raffaele Daniele con una sponda nell’opposizione, avrebbe potuto mandare a vuoto l’elezione, ma Biondi, con tre parole e velata minaccia di riportare la palla al centro, ha rimesso tutti in riga. Dall’altro lato della barricata non si sa ancora chi sarà il capogruppo del Pd, Di Benedetto aspirerebbe a guidare la coalizione, ma la sua leadership è tutt’altro che riconosciuta, se la giocherebbe in Aula con Palumbo, per cui o l’uno o l’altro andrebbe a presiedere la quinta, la commissione di Garanzia e Controllo che spetta alla minoranza e che vigila sulla legittimità degli atti, che a saperla ben utilizzare, ma ci vorrebbe un cavallo di razza che sappia cogliere le più piccole sfumature e giocarle bene in nome della città, darebbe una gran bella mano al lavoro dell’opposizione. La Lancia ed Angelo Mancini, saranno i vice di Tinari. Biondi è pronto per partire, i trombati da casa si mangiano il fegato e pesano su fb pure le virgole dei nuovi eletti, “questa casa sarà di tutti – ha detto il sindaco in un passaggio – è il tempio civile di questa città e un tempio è sacro perché non è in vendita”. C’è tutto un mondo dietro questa citazione, è il segno della discontinuità che vorrebbe davvero imprimere al suo mandato, bisognerà capire quanto la macchina lo seguirà e se i suoi saranno pronti alla sacralità civica invocata.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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