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DONNE IN COMUNE, UN NOTO QUOTIDIANO LE PESA COME LOMBATE DI FILETTO
stampa pagina 17 luglio 2017
“Fermiamo la strage subito. Proteggere le persone non i confini”.
Con questo messaggio su t shirt, Carla Cimoroni, candidata sindaca con i civici, ha partecipato tra gli eletti al primo Consiglio comunale di venerdì scorso con Biondi sindaco. Un abbigliamento che una classifica oscurantista di un noto quotidiano abruzzese, il più diffuso su carta, ha definito “Casual…troppo”.
Anzi no, “Carla Cimoroni in jeans e maglietta grigia a mezza manica. Casual, forse troppo”.
Quel “a mezza manica” pone alla fine della classifica Carla, una classifica di “donne preparate, ma senza rinunciare alla femminilità”, che le pesa come fossero lombi di vitelle. Quindi chi è preparata, secondo il professionista, rinuncerebbe alla propria femminilità.
Scrive di donne “ben oltre una “quota rosa” imposta dalla legge come “concessione” da parte del maschio”. Di donne “con una preparazione in molti casi superiore a quella maschile”. Che parlano e scrivono tre lingue, laureate in Fisica, con ottocento master o consigliere in nazionale tra commercialisti, insomma donne che hanno “guadagnato” il diritto di sedere nell’assise civica perché hanno studiato anche più degli uomini, quindi, insiste nel suicidio intellettivo, “preparate senza rinunciare alla loro femminilità”.
Dopodiché entra nel dettaglio e gli conta le costole.
Piazza bene la più elegante perché aveva “capelli raccolti ma sbarazzini”. Sbarazzini, sì sbarazzini. Poi lo stile “bello l’effetto finale dell’hair-style”, scrive in english il giornalista. Trova esplosive un paio “ma non appariscenti”. “Sexy senza rivali” un’altra “almeno in questa prima seduta”, e notiamo il “senza rivali” e “l’almeno in questa prima seduta”, quindi il casual bocciatura di Carla alla fine, tra un costola e un lombo, sarà forse sfuggito il messaggio impegnato della Cimoroni. Alla fine di quest’articolo pensi di aver letto, si fa per dire, righe che grondano solo giudizio, pesatura e voto in pagella alle femmine. “Ecco come si distinguono” impone da subito l’occhiello “conservando anche eleganza, stile e sex appeal”.
Il giornalista ha di fatto pesato, squartato, esaminato, setacciato, votato, ambito, spulciato, studiato e promosso o bocciato titoli, lombi e costole delle donne elette o in Giunta, ma non ha pensato di farlo con l’intera assise. Avrebbe potuto confrontare la preparazione della gran parte di loro con l’analfabetismo di tanti decani in decenni di Consiglio o lo stile ed il sex appeal di tutti, sarebbe stata una cafonata ma se ne leggono talmente tante che figuriamoci, al contrario ha promosso o bocciato solo le donne passandole al setaccio del voto e squartandole come animali da macello.
E noi, onnivori cafonal, a regredire e a masticare melma come fosse gossip raffinato.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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