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BIONDI IN TRINCEA, NON VEDIAMO ANCORA SQUADRA E MAGGIORANZA
stampa pagina 31 luglio 2017
Il voto per l’assestamento di bilancio dell’era Biondi è stato un po’ così. Nel senso che la maggioranza l’ha dovuto votare ma è roba di Cialente e l’opposizione, quella che prima stava con Cialente, ha dovuto dare un colpo al cerchio e l’altro alla botte perché di fatto i conti sono cambiati per circa 32milioni di euro, dal bilancio di previsione, ma non si sa per quali ragioni. Due milioni e sei in più in uscita da spendere, che saranno presi dalla riduzione di spese non obbligatorie mai impegnate, dicono gli uffici: su cosa? Strade, verde, manutenzioni varie, opere pubbliche? Cosa non è stato fatto? Non si sa.
Al Sindaco Biondi è stato chiesto di stringere e di portare il programma di mandato al voto dell’Aula ed è questione di pochi giorni di tempo ancora che la norma concede. I problemi sono stratosferici e se sulla testa di Biondi vediamo pendere un senso di responsabilità da non dormirci la notte, non è chiaro se tutto ciò la sua squadra lo abbia capito. Vagando per lo più in cerca del sé col sorriso della vittoria stampato senza ancora scendere in trincea, perché L’Aquila è una trincea e siamo ancora in emergenza. C’è da pensare alle scuole, come hanno incalzato Mancini e la Cimoroni, perché anche fossero abbattute va individuato il sito o i siti dove reinsediarle, quelle di competenza della Provincia. C’è da pensare al Dup, Documento unico di programmazione, come sottolineato da Di Benedetto, con cui programmare e scegliere cosa fare nei prossimi mesi e anni per la città, c’è poi da vigilare sui fondi per la ricostruzione e su quelli per le mancate entrate, ha fatto notare Masciocco.
Nel 2017 lo Stato ci ha girato 25milioni di euro, tra un anno saranno solo dodici e l’anno seguente undici e mezzo, dovrebbero pensarci già da ora, altrimenti ad esempio la Tari, che fronteggiamo con 6milioni di contributo straordinario subito, potrebbe essere più alta del 40%. Che gli direbbero agli aquilani? E poi i fondi per la ricostruzione, per il consigliere Mdp si passerebbe dai 600milioni di euro della passata amministrazione, 61milioni per il 2018 e 151milioni per il 2019, già assegnati dal Cipe in base al tiraggio, a non si sa bene cosa, la maggioranza dovrebbe muoversi già da ora, secondo lui, perché poi se le pratiche non macinano e non si consumano i fondi in cassa, Roma non ci calcolerà più. Biondi è arrivato da poco, è un sindaco molto strutturato e sa di certo come impostare un percorso, ci preoccupa però il contorno. Una macchina amministrativa da tagliando, una dirigenza a piede libero, la sua maggioranza, una squadra che ha poche deleghe pesanti, le più toste se l’è tenute, e risposte, tante, che la città vuole subito e che devono cominciare ad arrivare.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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