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Cultura

PIZZOLI, SCOPERTA UNA SEPOLTURA FEMMINILE DELL’ETA’ DEL BRONZO CON CORREDI E GIOIELLI


stampa pagina 2 agosto 2017

Pizzoli

Era una ragazza, adolescente o di giovane età, certamente appartenente ad una famiglia di notabili, forse principi, a giudicare dalla ricchezza del corredo funebre e dalla monumentalità della sepoltura. Questi ed altri indizi raccontano le storie e i dettagli della vita e della morte della giovane, in cui resti giacevano nel monumento sepolcrale rinvenuto e scavato nelle scorse settimane a Pizzoli durante i lavori d’installazione di un nuovo tratto di condotta idrica in località Scentelle, nei pressi del cimitero, tra la Strada Statale Picente e la Comunale per il Centro di Pizzoli.

Il monumento sepolcrale a pianta circolare - inquadrabile cronologicamente tra la fase recente della prima età del Ferro e l’età Orientalizzante (prima metà dell’VIII sec. a.C.) - è del tipo “a tumulo”, di pietre a secco,con un diametro di circa sei metri. L’anello esterno, con accezione fortemente simbolica, è costituito da un margine (“crepidine”) realizzato con porzioni rocciose disposte di taglio,a contenere la collinetta artificiale che custodiva la sepoltura.
La giovane defunta, di età presumibilmente compresa tra dodici e sedici anni,era distesa, con le braccia distese lungo i fianchi, appena rilassate sul ventre. Il corpo della ragazza era protetto da un tavolato ligneo, andato perduto, che lo isolava e proteggeva, mentre il tumulo di pietre costituivala struttura interna del monumento, che doveva essere ricoperto da uno strato di terreno vegetale a formare una collinetta dell’altezza di circa m 1,20-1,50 delimitata alla base dal bianco circolo di pietre della crepidine.
L’appartenenza della ragazza ad una famiglia certamente “di rango” è comprovata dalla splendida parure con ornamenti e fibule di bronzo, pendagli spiraliformi e giri di collana con perline di ambra, mentre sul fianco sinistro era deposta una fusaiola esagonale di terracotta, tipico attributo di femminilità legato alle attività e al culto domestico.Ai piedi il corredo ceramico, composto di un’unica scodella d’impasto, recuperata in frammenti, mentre ulteriori indizi restituiscono le caratteristiche dell’abito e degli accessori.
La parurecomprendeva due grandi fibule di bronzo con staffa a disco: una a motivo spiraliforme, fermava il drappeggio delle vesti sulla spalla sinistra; l’altra,posizionata sul petto, con il doppio motivo del triplice cerchio concentrico inciso, qualificava il corredo personale con un grande anello di sospensione e pendagli sempre di bronzo. Sul ventre, a concludere la parure sul pettorale, due probabili pendagli di bronzo, del tipo spiraliforme a fascetta.
Anellini di bronzo disposti in maniera ordinata e simmetrica sul petto, fermati sul vestito a partire dalla testa verso il bacino, descrivono una vestizione da parata con velo copricapo. La stoffa dell’abito, probabilmente lana, a giudicare dalle impronte dell’orditura sulle tracce di organico, poteva essere arricchita da elementi o decorazioni in lamina di cuoio e lacci, a stringere e fermare attraverso i numerosi anellini di bronzo rinvenuti in posizione funzionale.




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