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ALLEVATORI, A RISCHIO CONTRIBUTI CEE PER L'ABRUZZO
stampa pagina 2 agosto 2017
Una banale lite tra allevatori potrebbe bloccare l’erogazione dei contributi CEE in Abruzzo. Nell’Abruzzo Aquilano, sono passati ormai decine di anni, da quando la CEE per evitare l’abbandono delle montagne e dei terreni pascolivi, ha deciso di erogare contributi a sostegno degli allevatori .
In pratica si è passati da un uso promiscuo dei pascoli di Uso Civico pagando una tariffa irrisoria a capo, specifica per i meno abbienti aventi diritto, ad una divisione del territorio in lotti ad un prezzo più elevato, percependo però i contributi CEE per capo-superfice (UBA).
La normativa CEE con il PSR Abruzzo prevede che ogni lotto assegnato debba essere dotato di un punto di abbeveraggio.
Il beneficiario del PSR del contributo opererà sul lotto per cinque anni apportando le migliorie come da impegno assunto per il raggiungimento dell’obbiettivo delle Buona Pratica Agricola.
Nella realtà in questi anni passati l'unica cosa certa che è stata fatta è la riscossione del contributo assegnato, in quanto le ASBUC e i Comuni hanno assegnato i lotti agli allevatori.
La normativa CEE tra qualche anno verrà cambiata per cui in seguito ci si dovrà attenere a nuove regole che oggi ancora non conosciamo.
Fino ad oggi tutto è “filato liscio”, ognuno ha percepito contributi in silenzio.
I vecchi pastori dicevano sempre “NON DISTURBARE IL CAN CHE DORME”, ed è proprio questo che è stato fatto.
Una banale lite fra due pastori a Paganica, ha indotto uno dei due a presentare un ricorso al TAR contro il Comune di L’Aquila che ha assegnato il lotto ad altro allevatore di Paganica per cinque anni (quinquennio), quindi come prevede la normativa CEE.
Nel ricorso è stato specificato che da sempre l’uso dei pascoli è stato esercitato in maniera promiscua e con rotazione dei lotti.
Se risultasse vera questa affermazione,”l'uso promiscuo dei pascoli”, nessuno avrebbe potuto beneficiare degli aiuti comunitari negli anni passati e tutt'ora per il mancato rispetto del pascolo esclusivamente sul lotto assegnato.
Il Comune ed il beneficiario del lotto, dovranno difendersi davanti al Giudice e quindi dovranno dire di aver rispettato le norme CEE per il raggiungimento dell’interesse pubblico nella salvaguardia dell’ambiente, contro quanto sostenuto dal ricorrente che il pascolo è stato esercitato dagli allevatori in modo promiscuo come da uso e consuetudine.
In quest'ultimo caso però, non spetterebbero gli aiuti comunitari.
Il ricorso sottoscritto dal ricorrente ha precisato che non ha rispettato la normativa CEE, esercitando l’uso promiscuo del pascolo e la rotazione da parte di tutti gli allevatori.
Con tale dichiarazione come farà a giustificare la riscossione dei contributi per gli anni trascorsi, e l'anno corrente, se nessuno ha operato nel lotto assegnato?
Non sarebbe tanto grave la posizione del ricorrente se eventuali provvedimenti che saranno emessi dalla REGIONE, riguarderanno solo la sua persona.
Richiedere soldi indietro ad altri allevatori, che non sono a conoscenza di questa ridicola bagarre scatenata dal nulla, significherebbe scoprire le carte e vedere in quali condizioni economiche si troverebbero realmente i Nostri Allevatori sostenuti dal solo reddito aziendale privato degli aiuti comunitari.
Il Presidente del Comitato Allevatori
Americo Pezzopane
Il pungiglione
Taccuino
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