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Provincia

COSPA: "QUANTO CI COSTANO GLI ABBATTIMENTI DEI CINGHIALI?"


stampa pagina 3 agosto 2017

Dino Rossi Dino Rossi

Spiegamento della Polizia Provinciale su tutto il territorio regionale per fronteggiare l’emergenza cinghiale, ma nessuno ci dice dove prendono i soldi, visto che fino ad oggi la regione e le province non hanno emesso un euro per i danni causati dagli animali selvatici. Sopra il danno la beffa!
Molti agricoltori sono anche cacciatori e di conseguenza per fronteggiare l’emergenza hanno conseguito un corso obbligatorio per il selecontrollo, oltre agli altri obblighi di legge, come la carabina a Bolt Action, le munizioni monolitiche e l’acquisto di cani per la girata con tanto di abilitazione. Una ingente somma di danaro sostenuta dai vari selecontrollori, quindi agricoltori per fronteggiare l’emergenza. Stranamente, per le campagne abruzzesi si vedono girare con grossi SUV, a volte anche sui terreni coltivati, la Polizia Provinciale a fari accesi e carabine spianate pronti per abbattere i cinghiali. Un vero e proprio bracconaggio autorizzato! Ma quanto ci costa?
Quello che non si riesce a capire il motivo di questo dispendio di soldi per un problema che si poteva risolvere a costo zero da anni, semplicemente allungando il periodo di caccia con meno vincoli per chi pratica la caccia al cinghiale. Mentre la polizia provinciale sarebbe dovuta intervenire all’interno delle arre parco con l’aiuto dei selecontrollori per un maggior controllo della specie. Perché, è bene sapere che il problema è sempre legato all’interno delle aree protette, che invece di proteggere la fauna con un prelievo oculato per la salvaguardia della fauna protetta, come l’orso. Questo povero animale, cacciato dai boschi dal cinghiale, suo antagonista alimentare ce lo ritroviamo di notte a girovagare in salotto, magari sdraiato sul divano con una birra fresca tra le zampe appena tirata fuori dal frigo.
È bene ribadire che gli agricoltori ancora attendono i soldi dei danni dei cinghiali causati vecchi di 4 anni e per questi i soldi non si trovano, ma nello stesso tempo si vedono uno sperpero di soldi pagati di straordinario alle forze di polizia. La Regione Abruzzo stanzia quattrocentomila euro per la filiera delle carni di cinghiale, quando bastava una deroga, come accade per i maiali macellati per il fabbisogno familiare. I soldi si trovano sempre per gli amici degli amici, ma per risarcire i danni non c’è un centesimo. Mi preme far presente che nelle notti scorse la polizia provinciale è intervenuta su un terreno di proprietà dello scrivente a circa 40 metri dai fabbricati dello scrivente senza che venisse avvisato il proprietario, nonostante sia possessore di porto d’armi e abilitato al selecontrollo.

 

 

Il cospa Abruzzo Dino Rossi




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