All'interno
Cultura e Turismo
A ruota libera...
Segnala!
[email protected]
L'AQUILA CHE VOGLIAMO, CON TERAMO PER UNA SANITA' DI LIVELLO
stampa pagina 30 agosto 2017
L’Aquila Che Vogliamo, che con l’ex consigliere comunale Vincenzo Vittorini ha affrontato già nella passata consiliatura la problematica del riassetto sanitario della regione Abruzzo torna sull’argomento.
Ci sono alcune parole chiave da individuare per affrontare, ancora oggi, la questione del riassetto sanitario regionale secondo i dettami del Decreto Lorenzin.
La prima è da cancellare ed è “campanilismo”. Eliminare questa parola dal dibattito è una scelta indispensabile per predisporsi a decisioni efficaci e benefiche per il territorio e soprattutto per le persone. Se questa parola chiave non dovesse essere cancellata il rischio è quello di subire decisioni non condivise e probabilmente non efficaci.
La seconda parola chiave è “razionalità” che ci spinge prima di tutto a considerare il principio della copertura territoriale del servizio sanitario considerando le peculiarità della Regione Abruzzo, morfologicamente e logisticamente caratterizzata in due macro zone: quella costiera e quella interna. In sintesi, ribadiamo la proposta di prevedere due ambiti di secondo livello (uno per la costa ed uno per le aree interne) che si sviluppino ciascuno su due strutture, specializzate in modo complementare fra loro, per Eccellenze, per 'Mission': una, come sembra, sarà costituita dalle strutture di Pescara e Chieti e l'altra dovrebbe essere costituita da quelle di L'Aquila e Teramo, ciascuna con il mantenimento e potenziamento delle proprie eccellenze (in una logica di dipartimenti) e con delega delle mancanti alla struttura perfettamente complementare anche per i tempi di collegamento.
Di conseguenza e a cascata, le strutture di primo livello, di base e di comunità, potrebbero essere mantenute in una logica di centralizzazione per tipologie di interventi e contemporanea decentralizzazione territoriale, in modo da avere per ciascun presidio la necessaria massa critica di lavoro e la indispensabile omogenea distribuzione sul territorio che scongiurerebbe il serio rischio di creare pericolose zone d'ombra della copertura del servizio sanitario pubblico. Bisognerebbe, in sintesi, lavorare in senso opposto alla malaugurata mozione del Consiglio Comunale dell’Aquila del luglio 2015 che chiedeva un ospedale “di secondo livello”, cioè il top, nel capoluogo e la conseguente guerra mediatica con Teramo, che avanzava uguali pretese.
L’Aquila e Teramo insieme per proporre un HUB di secondo livello riunito funzionalmente per offrire Sanità di alto livello per le zone interne dell’Abruzzo, cosi come Pescara e Chieti lo saranno per la zona costiera.
Altra parola chiave è “dipartimentalizzazione” per programmare Sanità all’avanguardia come si fa in Europa: in Germania, ad esempio, i dipartimenti non sono intraospedalieri, ma coprono più ospedali suddivisi per intensità di cure. Noi medici, quindi, non dobbiamo più lavorare in un solo ospedale, ma cominciare a lavorare nei vari presidi delle ASL in un’ottica dipartimentale offrendo sanità di alto livello e diversificata. Tutto ciò comporterebbe l’eliminazione dei reparti “doppioni”.
Oggi, infatti, si ragiona su volumi di cura e su esiti di cura nell’ambito del Programma Nazionale Esiti curato da Agenas - Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali – che è un ente pubblico non economico nazionale, che svolge una funzione di supporto tecnico e operativo alle politiche di governo dei servizi sanitari di Stato e Regioni, attraverso attività di ricerca, monitoraggio,
valutazione, formazione e innovazione. Eliminare i doppioni permetterebbe un risparmio e la differenziazione degli ospedali. Un esempio concreto è nella Asl di Chieti dove l’attività chirurgica viene differenziata per intensità di cure nei vari ospedali. Si ottiene cosi un risparmio che va reinvestito in implementazione dell’offerta sanitaria a favore del cittadino. Quindi, innoviamo con razionalità.
Il pungiglione
Taccuino
- Nessun appuntamento presente.
News
- Il 2 maggio 2015 ha riaperto San Bernardino: cosa ne sarà di quella finta?
- “Mostra Mercato Artigianale, d’Antiquariato, d’Arte e Cultura”, dal 25 al 28 agosto 2017
- Promozione turistica, attivato Info Point alla Fontana Luminosa
- Progetto case, 1521 giorni di ritardo. Assegnatari come scudi umani
- Pink Poetry Slam d'Abruzzo, secondo posto per l'aquilana Scaramazza
- Auditorium del Parco, le Sonate di Schubert suonate e raccontate
- Ovindoli Mountain Festival, più di 15mila presenze giornaliere




.gif)
