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Regione

"FACCIAMOCI SENTIRE, BASTA ROGHI!", WWF E LEGAMBIENTE IN PIAZZA A PESCARA


stampa pagina 30 agosto 2017

Rogo sul Morrone Rogo sul Morrone

WWF e Legambiente hanno promosso un sit-in/conferenza stampa per sabato 2 settembre a Pescara, in piazza Sacro Cuore, all’insegna dello slogan: Facciamoci sentire! BASTA ROGHI. L’iniziativa è aperta alla partecipazione di chiunque.
"Siamo di fronte a una situazione eccezionalmente drammatica: il 2017 è stato caratterizzato, già dai primi mesi dell’anno,  - informa una nota - da un andamento meteorologico con temperature massime elevate e lunghi periodi siccitosi. Una situazione nella quale hanno avuto facile esca gli incendi, aumentati quest’anno in maniera impressionante in tutta Italia, sia nel numero complessivo sia per quanto riguarda la superficie percorsa dal fuoco che nel nostro Paese: secondo i dati di fonte European Forest Fire Information (EFFIS), diffusi da ISPRA, l’aumento da gennaio a oggi rispetto alla media del decennio precedente sarebbe del 260%!
In Abruzzo, pur se il problema incendi non rappresenta certo una novità (nel periodo 2007 – 2012 sono stati attraversati dalle fiamme ben 30mila ettari di superficie la metà dei quali coperta da boschi), la situazione di quest’anno è a livelli mai conosciuti prima. A confronto con quelli attuali i pure notevoli numeri del 2016 appaiono assurdamente quasi confortanti: 89 incendi che hanno riguardato 87 ettari di bosco e 404 ettari di superficie non boschiva (fonte ex Corpo Forestale dello Stato, dati pubblicati sul sito della Regione Abruzzo).
Una situazione allucinante, aggravata dalla gestione della riforma del Corpo Forestale dello Stato che, quanto meno sul piano della lotta agli incendi, non ha funzionato.
A fronte di questo quadro far sentire la voce dei cittadini, chiedere scelte precise e coerenti a livello nazionale e locale, chiedere che la politica impari dai propri errori e sia capace, quando occorre, di correggere decisioni sbagliate, è la strada giusta.
Per questo il sit-in. A Pescara, città accogliente e facilmente raggiungibile (non a caso è stata scelta Piazza Sacro Cuore, a due passi dalla stazione ferroviaria, dal terminal bus e dal grande parcheggio delle aree di risulta) e non a Sulmona o nelle altre località vicine ai roghi, per non ostacolare il prezioso lavoro dei vigili del fuoco, delle forze dell’ordine, dei tantissimi volontari, compresi quelli che recentemente – organizzati dai Comuni e dalle Riserve regionale – si stanno impegnando nella sorveglianza dei territori.
“Quella che sta vivendo l’Abruzzo per gli incendi è un’emergenza gravissima. Ad oggi, ma l’elenco è in continuo aggiornamento, il territorio di 89 comuni abruzzesi su un totale di 305 (siamo a quasi 1 comune su 3) è stato interessato dalle fiamme”, aggiunge il vice presidente del WWF Dante Caserta “la situazione del Parco della Majella è emblematica: è incredibile che un Parco nazionale possa bruciare per 10 giorni senza che si riesca a risolvere la situazione. Non solo bisogna utilizzare tutti i mezzi a disposizione per spegnere il più presto possibile quell’incendio, ma anche individuare e correggere cosa non ha funzionato perché situazioni come queste semplicemente non devono verificarsi mai più”.
“Innanzitutto vogliamo ringraziare quanti in queste settimane difficilissime hanno lavorato per giorni e giorni sul fronte degli incendi per cercare di salvare il salvabile, agendo spesso in situazioni estremamente complicate e con pochissimi mezzi - continua il vicepresidente “chiediamo un impegno eccezionale alle forze dell’ordine e alla magistratura per individuare e punire i criminali incendiari che hanno messo a ferro e fuoco la regione e chiediamo ai parchi e alle aree protette di centuplicare gli sforzi in difesa della Natura e di adottare misure di prevenzione adeguata”.
“La Regione di dotarsi di un efficiente piano di sorveglianza e di intervento anti-incendi e di programmare il futuro ascoltando esperti indipendenti; invitiamo inoltre i cittadini a segnalare comportamenti illeciti o scorretti aiutando così le forze dell’ordine a svolgere le indagini - conclude Caserta -. Unica nota positiva in questa situazione drammatica è vedere tanti cittadini che si stanno mobilitando per sorvegliare aree naturali di pregio come ad esempio i volontari delle associazioni che hanno organizzato turni di sorveglianza nella Valle Peligna, in provincia di L'Aquila, a partire dall’Oasi WWF di Anversa degli Abruzzi”.
"Vogliamo chiedere ai Carabinieri Forestali e alla Magistratura  - prosegue ancora la nota - di impegnarsi ancor più di quanto sempre fanno per stanare e punire questi criminali incendiari e gli eventuali loro mandanti; ai Parchi e alle aree protette di centuplicare gli sforzi in difesa della Natura e di adottare misure di prevenzione adeguate; alla Regione di dotarsi di un efficiente piano di sorveglianza e di intervento anti-incendi e di programmare il futuro ascoltando, non solo chi ha interesse a lavori in appalto, ma esperti indipendenti che indichino la strada giusta da percorrere; ai cittadini di segnalare tutto quanto vengono a sapere in merito a comportamenti scorretti o illegali che possano aiutare le forze dell’ordine a svolgere le indagini; agli organi di informazione nazionali, che solo dopo parecchi giorni si sono accorti di quanto stava accadendo in Abruzzo, di non inseguire lo scoop a ogni costo, ma di offrire ai cittadini la consueta corretta informazione, perché questa immane tragedia ambientale non si trasformi nell’occasione per ulteriori futuri scempi.
All’incontro sarà presente anche il Sottosegretario Mario Mazzocca con delega all’Ambiente e alla Protezione Civile al quale chiederemo cosa sta facendo la Regione per arginare questo disastro e con il quale ci confronteremo sulle scelte future post-emergenza. E stiamo invitando a partecipare anche gli altri soggetti competenti.
Per la gestione post-emergenziale è bene tenere presente che al di là del divieto stabilito dalla legge, ogni eventuale azione di rimboschimento, con conseguente trasformazione di aree di pregio naturalistico in ambienti artificiali, sarebbe errata.
Allo stesso modo è errato il concetto, accreditato dai mass-media anche a livello nazionale, che tra le possibili condizioni che avrebbero favorito le fiamme ci sia la mancata “pulizia” del sottobosco.
Quella che manca è la gestione sostenibile dei nostri boschi, oggi per la gran parte abbandonati e senza un indirizzo selviculturale in grado di conservare la biodiversità forestale e rispondere alle sfide che impone il cambio climatico a livello locale e globale. Senza una gestione forestale sostenibile ed eticamente corretta, i boschi continueranno ad essere preda di incendiari e speculatori e non svolgeranno in maniera adeguata la loro funzione ecosistemica e di regolazione del clima rischiando di essere trasformati da ecosistema complesso in un semplice insieme di alberi.
Occorre ben altro, ed è quello che chiederemo sabato: un impegno straordinario contro gli incendi che stanno devastando la Regione Verde d’Europa dettato dalla sapienza e dal ragionamento, certamente non dalle emozioni della prima ora…"




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