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POST SISMA 2009, SPESI 4MILIONI E SEI SULLE SCUOLE SUPERIORI MA NON SONO SICURE
stampa pagina 6 settembre 2017
L’emergenza scuole, soprattutto superiori, che è costretta a vivere L’Aquila nonostante le ingenti risorse investite subito dopo il 6 aprile su edifici evacuati lo scorso inverno, va capita ed inquadrata.
A seguito del sisma del 2009, il Provveditorato alle Opere pubbliche spese grosse somme su quelle stesse scuole, c’era la normativa vigente che imponeva il miglioramento sismico tra il 65% ed il 75% di sicurezza di un edificio di nuova costruzione, secondo le tecniche di costruzione del 2008. Secondo i dati ufficiali del Gssi, il Provveditorato alle Opere Pubbliche spese nel 2009 sul Colecchi, i geometri, 851mila 710 euro, per “miglioramento del comportamento sismico”. Su questa stessa scuola l’Mpm Ingegneria srl, relazionò alla Provincia nel 2013 una resistenza “piuttosto bassa”, consigliando la demolizione e ricostruzione perché l’adeguamento, su una struttura del 1972, sarebbe costato troppo. Perché allora investire a cavolo quelle preziose risorse?
Il Provveditorato spese poi per l’Itis, subito dopo il sisma del 2009, un milione 96mila 700 euro più altri lotti per 434mila 150 e per 740mila 760 euro. Quella scuola è stata evacuata nel febbraio scorso nel pomeriggio a seguito di una scossa, nell’orario in cui facevano i turni i ragazzi del Cotugno, il liceo classico perché su quell’edificio, peraltro, lo Studio Aureli Soil snc per conto della Provincia dell’Aquila, rilevò nel 2013 “molte criticità in comune tra i blocchi e forte vulnerabilità dei pilastri”.
La spesa necessaria al miglioramento sismico fu quantificata in 12milioni e mezzo di euro, il primo lotto è del 1972, ma quella scuola è e sarà tranquillamente frequentata dagli studenti, peraltro non si capisce perché il Provveditorato abbia “buttato” milioni di fondi pubblici in una struttura senza “migliorarla” sismicamente, evidentemente. Abbiamo poi lo scientifico Andrea Bafile su cui, sempre il Provveditorato, investì 913mila 380 euro, siamo nell’ottobre del 2009, “per riparazione danni e miglioramento del comportamento sismico”.
Lo stesso consulente del Colecchi, consigliò alla Provincia nel 2013 la demolizione e ricostruzione di questa scuola. Ed ancora nel 2009, furono spesi 300mila euro sul Cotugno, ad oggi per lo più inagibile, mentre sull’Ipsiasar, scuola progettata nel 1965, lo studio tecnico Berardino Caresta stimò in 3milioni 33mila euro il costo per il miglioramento sismico tra il 65% ed il 75% di un edificio nuovo perché “il livello di sicurezza attuale – relazionò all’ente provinciale – è inferiore al 30%”. Come tutte le scuole superiori del capoluogo del resto.
Ebbene su quello stesso istituto, nel 2009, il Provveditorato ai Lavori pubblici per “miglioramento del comportamento sismico” spese 262mila 450 euro. Soldi pubblici spesi a cavolo se non proprio buttati al vento, 4milioni 600mila euro circa in totale, di cui qualcuno dovrà rispondere.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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