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CON GLI UFFICI PUBBLICI RICOSTRUITI IL CENTRO POTEVA GIA’ RIVIVERE
stampa pagina 11 settembre 2017
Nel penoso quadro dello stato della ricostruzione pubblica dell’Aquila, non può mancare il nuovo palazzo della Provincia in via Sant’Agostino, con risorse assegnate nel 2013, ma siamo ancora nella fase della progettazione, 10milioni e 713mila euro di lavori, liquidati per 140mila euro, ed una fine prevista, sulla carta, nel 2019.
La priorità da riservare agli uffici per ripopolare il centro distrutto la notte del 6 aprile, è rimasta evidentemente lettera morta. Perché con gli uffici della Provincia in via Sant’Agostino manca all’appello la ristrutturazione della Camera di Commercio su corso Vittorio Emanuele, anche in questo caso i fondi ci sono dal 2013, e siamo ancora in fase di progettazione; la fine della sede regionale dell’Inps avviata per poco più del 62%; il complesso del Palazzo del Governo in piazza della Prefettura, con risorse disponibili dal 2011 e l’aggregato con il Convitto nazionale, la Camera di Commercio sotto i portici ed il liceo classico con la Biblioteca S. Tommasi oggi di competenza regionale, per disponibilità finanziarie attive dal 2013, 42milioni 745 mila euro, ma i costi sono stati liquidati per una parte davvero ridicola.
Sono sedi importanti che avrebbero potuto attrarre utenza, senza contare naturalmente la vicenda penosa di Palazzo Margherita, il palazzo di città per cui i fondi, donati dalle Bcc, sono in cassa dal 2009, ma solo di recente è stato aperto il cantiere. La gran parte della responsabilità pubblica di tale lentezza è del Provveditorato ai Lavori Pubblici, della Provincia dell’Aquila, e di certo anche del Comune capoluogo che non ha all’attivo la ricostruzione di una sola scuola, ha mancato completamente nella riqualificazione del cimitero monumentale e neanche il Ponte di Belvedere con quello di Sant’Apollonia è riuscito ad avviare. Il mosaico è molto difficile da comporre anche perché i dati forniti dal Gssi sono per soggetto attuatore, sono 129 in tutto, per cui capire chi avrebbe dovuto fare cosa si riesce solo tassello dopo tassello.
A voler considerare un dato secco sono 1003 interventi in tutto, da realizzare nel cratere da parte per lo più delle Ater, in particolar modo quella dell’Aquila (242 interventi); poi abbiamo appunto il Provveditorato (154 interventi da fare); le Sovrintendenze (74 interventi) l’Ater di Teramo e Chieti (66 più 52 interventi); il Settore Ricostruzione pubblica dell’Aquila (49 interventi); la Direzione regionale per i Beni Culturali (35 interventi); e poi l’emergenza (passata) del vice commissario Marchetti sui beni culturali per 13 interventi, il resto è sotto l’ordine della decina.
Ma è un pozzo senza fondo di ritardi, considerato che su un miliardo e 200milioni di euro richiesti sono stati liquidati solo 384milioni di euro circa in tutto. Certo è che se le sedi pubbliche del centro storico dell’Aquila finanziate fossero almeno a buon punto, potremmo davvero intravedere una rinascita ed un traino che invece solo con il commercio, è davvero di là da venire.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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