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PROGRAMMA DI MANDATO CON 3MILA GEOGRAFIE POLITICHE DIVERSE


stampa pagina 12 settembre 2017

Il Primo Consiglio Comunale

Una prova superata a spizzichi e bocconi, quella del programma di mandato del Sindaco Biondi al voto del Consiglio comunale di oggi. Un documento che avrebbe dovuto avere un crono programma, scelte precise e concrete per ogni settore sensibile della città che rinasce invece Pierluigi Biondi, da solo, ha retto l’urto di un’opposizione che già dalla mattinata, aveva posto una pregiudiziale su un documento non misurabile negli obiettivi.
Zeppo invece di intenti e buone intenzioni esplicitate dal primo cittadino, pronto a collaborare con le minoranze ma non a mestare in una “marmellata trasversale” ed emendato quasi in serata da quattro punti portati da Lelio De Santis (Cambiare insieme). Erano in realtà otto, poi la maggioranza gliene ha accettati quattro e alla fine sono stati votati con il favore anche di Palumbo e Di Benedetto (Pd), l’astensione di Albano (Pd), l’uscita dall’Aula di Masciocco (Art.1), della Vicini (Democratici e socialisti) di Mancini (Sicurezza e lavoro) e Nardantonio (Pd).
E in mezzo a questo ambaradan di improvvisate senza far fronte comune, un continuo rimpallo di responsabilità, la maggioranza a ricordare le virgole del decennio di Cialente e l’opposizione a rammentare, a ragione, le gesta debitorie dell’Istituzione Perdonanza di Tempesta. La mattinata era partita frizzante, un confronto appassionato e l’atto politico di Masciocco che aveva strappato dallo scranno il programma di mandato perché carta straccia, in un gioco delle parti che avremmo voluto veder crescere nella passione ed invece è precipitato in una presenza esausta di tutti ed ancora non sappiamo cosa ne sarà dell’Aquila. Pierluigi Biondi è un ottima persona, capace, preparata e perbene come pochi, ma non può accollarsi da solo la macchina che non va, settori strategici da reimpostare come si aspettano i cittadini, ed una città da rimettere in piedi da ogni punto di vista. Non può certo andare avanti solo con la segreteria, perché poi alla fine la faccia ce la mette lui, il programma di mandato resta un insieme di intenti, buoni per una campagna elettorale, ma assolutamente carenti di un tocco tecnico gestionale e concreto che pure avrebbe dovuto pretendere.
Come del resto la sua Giunta svolazzante, leggera di qua e di là tra un intervento e l’altro, non è parsa così sulle spine come avrebbe dovuto, se avesse davvero contribuito a portate il proprio pezzetto di pianificazione, tanti tasselli a fare un puzzle con tempi e modi di realizzazione che poi il Consiglio, sovrano e detentore del potere di controllo, avrebbe dovuto valutare nell’attuazione a garanzia dell’elettorato.
Una nuova prova sfiancante nel corso della quale avremmo voluto vedere una diversa forza, coesione, unità d’intenti ed invece solo un morboso rimpallo che comunque non ha chiarito alle persone cosa accadrà nei prossimi mesi e quali primi obiettivi saranno raggiunti. Almeno nelle intenzioni.
La seduta s’è chiusa con una geografia amministrativa indefinibile, il documento è passato con 20 voti favorevoli, 9 contrari e due astenuti, De Santis, prevedibile, Serpetti (Il passo possibile) forse pure, il che complica ancora di più gli assetti futuri ma L’Aquila non può certo permetterselo.

 


Alessandra Cococcetta




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