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I RITARDI DEI PROFESSIONISTI BLOCCANO 300MILIONI DA UN ANNO UNA CITTA’ ADEGUATA SISMICAMENTE SOLO AL 15%


stampa pagina 20 settembre 2017

Raniero Fabrizi, responsabile Usra Raniero Fabrizi, responsabile Usra

Circa 300milioni di euro per la ricostruzione privata sono fermi, perché i tecnici sono in ritardo con la consegna della scheda parametrica parte seconda di oltre un anno, quando la legge concede solo 90 giorni di tempo dall’avviso del Comune capoluogo.
Un anno di ritardo, lo ha detto stamattina Raniero Fabrizi, responsabile dell’Ufficio speciale, in una seconda commissione inaugurata dal presidente Raffaele Daniele per far conoscere il processo sotto ogni aspetto. C’era il sindaco Biondi e anche Esposito dell’Ufficio speciale del cratere.
Ingegneri, architetti e geometri sono in realtà intoccabili e nessuna penalità hanno permesso fin dalla Legge Barca, oggi ci riprova Biondi.
Ritardi non solo dei tecnici, ma anche del Genio Civile nei controlli sulle parti strutturali, nel rilascio dei pareri della Sovrintendenza e degli uffici comunali, settore edilizio ed urbanistico; e ritardi nei condoni “ne abbiamo 4mila appesi – ha dichiarato l’assessore alla pianificazione D’Eramo – ad oggi ne licenziamo 250 l’anno e studiamo il modo per evitare contenziosi ed accelerare il processo”.
Raniero Fabrizi ha dichiarato di aver firmato un contributo per 10milioni di euro ma il tecnico interessato non s’è visto per la firma. Quale sarebbe allora la mediazione con Roma da parte sua per superare tali ostacoli? Nessuna. Fabrizi è del tipo come mi suoni così ti ballo, ballava con Di Stefano, balla con Biondi, ma lui, ancora non capiamo che pesce è. Anzi sì, dice che finirà la ricostruzione entro il 2020, se entro il 2018 riuscirà a pubblicare tutte le schede parametriche parte seconda, ma stando ai suoi dati pare più che un sogno un film hollywoodiano ancora da girare.
1600 schede in tutto, di cui solo il 40% istruito nella prima parte (724), ed il 60% istruito nella seconda parte (250) ma di quelle presentate, cioè 409, non da presentare e circa 200 restano appese. Quelle della vecchia filiera sarebbero chiuse al 97%, forse finite l’anno prossimo, ma è tutto da vedere. Comunque buon segno per il capogruppo Pd Stefano Palumbo, secondo il quale la macchina della ricostruzione c’è e funziona, vanno trovati dei correttivi ma non poteva essere altrimenti visto che di fatto è solo da un paio d’anni che il processo ha avuto inizio. Correttivi che Biondi avrebbe già individuato, ma Masciocco, capogruppo Mdp-Articolo uno, ha chiesto con quali modalità legislative e consiliari. Cioè, cambiando la legge sui precari o sulle penalità ai tecnici? Cambiando il crono programma sull’asse centrale e le priorità delle frazioni votati dal Consiglio? Inserendo novità sugli ultimi Sal da liquidare ma come? E poi la strozzature nei ritardi Enel, per cui per un riallaccio si attendono anche nove mesi. Come fare poi per evitare contenziosi?
Anche le frazioni starebbero a caro amico con i tecnici e probabilmente è proprio con queste lobby che bisognerà fare i conti sul serio. Sappiamo che il Sindaco vorrebbe velocizzare le pratiche sotto il milione con una parametrica spedita, così come i Sal finali le cui istruttorie sono ferme a febbraio; accelerare poi i commissariamenti dei consorzi ed i responsi della Commissione pareri dell’Usra sulle demolizioni; ed infine la fruibilità dei palazzi riqualificati per cui bisognerebbe riempire i buchi neri ancora da ricostruire e fare scelte impopolari, che potrebbe voler dire anche riportare alcune famiglie all’assistenza in caso di cantieri da riaprire o sottoservizi da impostare. Ma è tutto da elaborare trovando appunto il veicolo normativo, intanto abbiamo appreso da un tecnico Usra, che la città è stata adeguata simicamente solo al 15%, il resto, è solo migliorato al 70%.



Alessandra Cococcetta

    




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