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PIANO SOCIALE: BIGNOTTI CI METTE LA FACCIA MA NON LE SCELTE
stampa pagina 22 settembre 2017
Prima prova in trincea consiliare per l’assessore alle politiche sociali Francesco Bignotti, il quale sul Piano sociale d’ambito 2017-2018, dopo l’aggressivo exploit ha ripiegato presto sulle retrovie.
La verità è che non riusciamo ancora a farci un’idea sui nuovi amministratori, ci fosse stato un solo intervento utile in queste settimane a comprenderne posizioni ed impegno, e così sul Piano d’ambito non sappiamo cosa Bignotti vorrà fare di diverso dai predecessori. Anziani, minori, famiglia, categorie svantaggiate, redditi bassi capire con tre parole cosa e quando in prospettiva e invece no, ha portato uno studio dell’amministrazione Cialente di oltre 300 pagine, 6milioni e mezzo di euro di spesa per ognuna delle due annualità ed uno spirito guida verso “l’inclusione sociale, l’accesso garantito ai servizi socio sanitari dei cittadini ed il contrasto alle povertà e all’indebitamento”, ci ha sintetizzato Palumbo, capogruppo Pd, della vecchia amministrazione. Giusto o sbagliato che fosse è uno spirito guida con cui l’assessore alle politiche sociali della Giunta precedente, Emanuela Di Giovambattista, ha redatto il Piano.
Cosa vuol fare Bignotti? L’unica modifica introdotta è “l’attenzione per le famiglie” ha riportato Masciocco, capogruppo Mdp “accresciuta da 39mila a 79 mila euro, cioè su 350 pagine e 6milioni e mezzo di euro di spesa giusto un puntino aggiunto ad una pagina bianca ed un Piano che avete sposato in toto dalla precedente amministrazione”. Non fa una piega, nonostante l’arroganza dei tanti eletti.
Tra le righe s’è capito che punteranno più sull’assistenza che non all’inclusione, che i Noi con Salvini non potranno tagliare il milione e due destinato ai bimbi figli d’immigrati perché è un obbligo di legge e che il presidente della quarta commissione, Fabrizio Taranta, non abbiamo davvero capito cosa c’azzecchi la commissione Statuto e Regolamenti col sociale, avrebbe fatto meglio ad esplicitare le sue politiche a sostegno di Bignotti, piuttosto che perdersi a chattare, per diffondere le spese sugli immigrati dell’ex maggioranza che “loro” elimineranno: ma come?
Raffaele Daniele, Udc, non senza ironia avrebbe voluto essere al posto di Masciocco, stavolta non ha potuto davvero difendere un panorama amministrativo così povero di contenuti e di conoscenze, per cui speriamo in un impegno più corposo tra i nuovi eletti, tutti i nuovi eletti, e su politiche di governo che facciano capire alla città dove andremo come appunto il Piano sociale d’ambito, due mesi di tempo per lavorarci, eppure hanno spostato solo 30mila euro su 6milioni e mezzo di spesa.
Alessandra Cococcetta
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