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Lalli chiede lavoro gratis ai dipendenti

UIL, SBORSASSERO I “PENSIONATI D’ORO”!

Ogni riferimento… è puramente casuale

stampa pagina 12 gennaio 2010

Giuliano Lalli Giuliano Lalli

Il dirigente regionale Uil - Funzione Pubblica, Andrea Liberatore, ha risposto ieri per le rime, ad una comunicazione del neo assessore comunale Giuliano Lalli, che con una nota ha richiesto ai dipendenti comunali, di fare straordinari una tantum a beneficio dell'ente, a titolo gratuito: apriti cielo! E a ragione, perché Liberatore, rimarca l'impegno ed "il profondo spirito di sacrificio dimostrato fin dal 7 aprile, dai dipendenti comunali, unici nel panorama dei dipendenti pubblici" scrive il rappresentante sindacale "che si sono attivati immediatamente per dare conforto e appoggio alla popolazione senza beneficiare di alcun congedo straordinario e/o sussidi straordinari (a differenza di altre categorie di dipendenti) lavorando spesso in sedi anguste ed indecorose al solo fine di conferire sostegno e continuità all'azione amministrativa" e passa al contrattacco, non condividendo la richiesta "dell'eventuale ulteriore prestazione straordinaria, a titolo gratuito, richiesta ai dipendenti comunali".
Secondo la replica di Liberatore "sarebbe molto più, ‘di alto valore simbolico' come lo stesso Lalli definisce la proposta "che l'onorario percepito da tutti i componenti la Giunta comunale, non avendo attinenza a prestazioni lavorative, venisse volontariamente devoluto in favore di quei dipendenti che, su base volontaria, decidessero di prestare attività straordinaria settimanale a beneficio dell'ente. Non vi è dubbio che una decisione del genere - conclude il dirigente Uil - specialmente da parte di taluni assessori "pensionati d'oro", verrebbe favorevolmente condivisa dalla comunità intera". Giuliano Lalli se l'è andata proprio a cercare, e non è detto che uno dei pensionati d'oro a cui si fa riferimento sia proprio lui, perché pensionato dello Stato, per giunta come Prefetto. Certo Lalli, non avrebbe potuto avere "pensata" più infelice e bizzarra, un uomo della sua fatta e della sua esperienza con deleghe alle risorse umane, affari generali, ufficio relazioni con il pubblico, informatizzazione e innovazione tecnologica, semplificazione amministrativa e comunicazione e trasparenza, di gatte da pelare a cui pensare ne avrebbe a iosa, eppure che ti va a sfoggiare? Una richiesta "di alto valore simbolico" che prende tempo ai dipendenti, non li incoraggia né li gratifica, e magari li fa incarognire ancora di più, perché tirano avanti con un migliaio di euro al mese, con una politica incapace al sacrificio e all'esempio, nonostante le laute indennità, oltre agli stipendi o pensioni "pesanti", che la gran parte di questi assessori senz'altro percepisce.
A giudicare dalle prime cartucce sparate, Lalli non soddisfa certo le aspettative legittime che un uomo della sua caratura avrebbe dovuto garantire, così peraltro, ha già indispettito una macchina che ha invece bisogno di ben altro, per poter ripartire. Non solo. Le deleghe affidate a Giuliano Lalli, presuppongono un nuovo rapporto con il cittadino aquilano che nessuna pianificazione o strategia, ha finora mostrato, se non altro in tal senso, sarebbe stato fornito un obiettivo, alla richiesta inoltrata ai dipendenti. Non c'è nessuna nuova neanche sul fronte dell'innovazione tecnologica, sa già, Giuliano Lalli, come gestire la posta elettronica certificata o l'inoltro dei certificati medici via web? Ne ha almeno una vaga idea? Sa già, di essere al "fronte" o pensa ancora di essere nei comodi uffici territoriali del Governo, dove la gestione va da sé? Ha mai avuto a che fare con le persone, con i dipendenti, conosce le loro aspettative? L'unica cosa certa è che, con questa prima operazione assessorile, Lalli ha eretto un muro tra sé ed i dipendenti, già ad oggi insormontabile, che non riuscirà certo a scardinare con una rettifica. E se il buongiorno si vede dal mattino, questo di Lalli, preannuncia senz'altro tempesta.

Ale.c.



Tags associati all'articolo: assessori, comune, dirigenti, spa comunali, terremoto


» Numero 3 del 13 gennaio 2010

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