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URBANISTICA, LA RISORTA CELLULA DEL PCI E...IL PARAPONZIPONZIPO' COMUNALE!
stampa pagina 14 gennaio 2010
Vi sarete accorti tutti, cari lettori, che il sindaco Cialente recentemente ha fatto un'aggiunta alla vecchia giunta, nominando cinque nuovi assessori: Giampaolo Arduini, Pietro Di Stefano, Giuliano Lalli, Giustino Masciocco e Vladimiro Placidi; tutte vecchie baldracche (nel senso buono) della politica, con l'esclusione di Placidi che, pur non essendo vecchia baldracca, è sulla buona via per raggiungere gli altri.
Non appena nominato, il quintetto si è messo subito al lavoro, dando il meglio di sé, ognuno nel proprio campo. Giampaolo Arduini ha armato una rissa del diavolo, atta ad ottenere una stanza da vicesindaco (all'altezza del ruolo), dimenticando che molti dipendenti comunali operano già da oltre nove mesi nei container; e come seconda irrinunciabile ed imprescindibile conditio sine qua non ha chiesto a gran voce l'assunzione, per inserirla nel suo staff, di una persona di sua fiducia che ha la caratteristica fondamentale di essere una bella gnocca, forse per ripetere la non esaltante esperienza già fatta quando era assessore (democristiano) nella giunta Baldoni, per essersi innamorato di una bonazza di quei tempi, che gli procurò un intervento risoluto, nel Palazzo di Città, della sua consorte ed un sonoro ceffone, da parte dell'allora sindaca Marisa Baldoni.
Veniamo poi a Pietro Di Stefano, da Cagnano: con grande impegno, si è messo subito al lavoro ideando la resurrezione di una cellula del glorioso partito di Gramsci.
Una cellula importante del vecchio PCI, morto con l'avvento dei Ds e sepolto dopo la costituzione del Pd, è risorta e si è impadronita del settore urbanistica, pianificazione e ricostruzione, la cui delega è stata assegnata da Cialente a tal Pietro Di Stefano, da Cagnano (già sindaco comunista del paese), coadiuvato dal dirigente Vittorio Fabrizi, al secolo scacazzella, da Marino Bruno, censore delle "altrui" speculazioni edilizie (ma non delle proprie) e da Vincenzo De Masi, vecchio comunista di lungo corso...con il panfilo ancorato nella Baia dei Porci. Segretario della cellula, non poteva che essere quel Massimo Cialente che, per le sue azioni politiche, ha assunto il titolo di "svicolone", già affibbiato all'ex sindaco comunista Antonio Centi, per la sua bravura nello schivare e rinviare ogni problema, con una serie lunghissima di bla...bla...bla.
Cialente come lui...peggio di lui.
La neonata cellula si è completamente impadronita dell'urbanistica e la usa a titolo personale, come fosse cosa di famiglia e di casa nostra, studiando "inter loro", la nuova pianificazione del territorio.
Le tavole inerenti sono una cosa rarissima, più del codice Da Vinci, tanto che ne esistono due sole copie: una la porta nella sua inseparabile borsa (per consultarla con i suoi amici) Marino Bruno; l'altra è di esclusiva proprietà dell'assessore, da Cagnano, che la porta nel suo zainetto da passeggio.
I compagni hanno completamente estromesso l'assessore all'urbanistica Roberto Riga, al quale è stata lasciata solo la delega al rilascio dei permessi per la costruzioni delle cucce per cani...a condizione che non superino i due mq di superficie per un'altezza di mt. 1,20, altrimenti la competenza, torna alla cellula. Gli imprenditori che volessero consultare le tavole, potranno farlo "bussando" alla porta della sede del PCI. Perchè, come soleva ripetere mio nonno: "Bussate...che vi sarà aperto".
Un'altra azione (amministrativa?) pregnante del compagno Di Stefano, è stata quella di richiedere lo spostamento, presso il proprio assessorato, di una sua amica, ed il "piazzamento" a mo' di intermediario immobiliare, di un immobile (ex supermercato cittadino), da adibire a locali comunali.
Giuliano Lalli, ex prefetto, già commissario all'urbanistica in questo comune, si è subito distinto per i suoi "illuminanti" interventi. Il primo quando ha richiesto la prestazione gratuita di un'ora settimanale, a tutti i dipendenti comunali (proprio lui, la cui consorte è al Comune, ma è da due anni in aspettativa retribuita) e proprio lui che, oltre a godere di una pensione d'oro, percepisce altri 3mila euro come compenso assessorile; il secondo, quando insieme all'altro scienziato (segretario generale del Comune), ha attivato una "cervellotica" commissione, per le verifiche delle procedure contrattuali.
Una "commissione di controllo" non prevista da nessuna norma, di illegittima censura, di cui fa parte il segretario comunale Montillo e tre dirigenti (che dovrebbero controllare se stessi), non si capisce a che titolo; di modello ricattatorio, che ha fatto scendere subito i dirigenti comunali sul piede di guerra.
Questo assessore alla trasparenza, che sicuramente trasparente lui stesso non è, dirotta, con questa sua ingerenza, la propria competenza più che verso l'esterno, cioè verso il cittadino come suggerisce la normativa, verso l'interno, controllando l'operato contrattuale della propria dirigenza. Quindi non intende migliorare la conoscenza degli atti pubblici, pubblicandoli, nell'ottica della trasparenza sugli atti di gestione, ma tenta di impadronirsi della dirigenza con un atto illegittimo di controllo.
Il controllo sulla gestione, infatti, spetta in base all'art. 108 della legge 267/2000, esclusivamente al direttore generale. Lo stesso, da noi sentito, ha espresso le proprie perplessità sulla decisione, riservandosi di intervenire duramente, a tutela delle proprie prerogative e della macchina amministrativa che gestisce.
La delibera di Giunta comunale n. 248 che, su proposta di Lalli, istituisce tale Nucleo di Verifica delle Procedure contrattuali è illegittima, in quanto intende verificare procedure contrattuali, di esclusiva competenza dirigenziale, violando la netta separazione tra i poteri, cioè tra l'indirizzo politico (unica competenza della Giunta) e l'esecuzione e la gestione, che spetta esclusivamente alla dirigenza. L'assistenza giuridico-amministrativa cui fa riferimento peraltro l'atto, la fornisce per legge il segretario generale, in incarico proprio per quello; e non vorremmo fosse questo il motivo per cui il segretario generale Montillo, abbia avuto attribuite funzioni aggiuntive alle proprie, per cui, con propria delibera, la Giunta ha elargito un ulteriore 50% in più ai suoi compensi, cioè il massimo riconoscibile dal Sindaco. Con tale delibera il segretario generale andrà quindi a percepire, oltre ai suoi 7.500 euro netti mensili, lo 0,5% per diritti di rogito (una tombola al mese), ed ulteriori 3.750 euro netti mensili "di gratifica", alla facciaccia dei dipendenti che percepiscono appena mille euro mensili e degli operai in cassa integrazione.
Cosa dire dell'assessore alle Politiche sociali, Giustino Masciocco (nipote del glorioso lupinaro di Tempera)? A parte gli scherzi, la sua è una gatta difficile da pelare, in particolar modo in un periodo di emergenza abitativa e sociale, come quella che la città sta vivendo. Lui ci sta mettendo sicuramente tutta la sua buona volontà, tampona e lavora, ma la questione è veramente spinosa, e comunque al momento gli va riconosciuta una certa coerenza.
Dulcis in fundo: Vladimiro Placidi, anche lui ha richiesto l'assunzione di una staffista. Simpatico e preparato nella sua materia: il patrimonio artistico-culturale ed architettonico, tenterà con tutte le sue forze di dare una sterzata positiva all'intera amministrazione comunale; gli auguriamo tutto il bene di questo mondo ma lavora... controvento, e si spera non ne venga risucchiato. Il seguito...alla prossima puntata.
Peppe Vespa
» Numero 4 del 15 gennaio 2010
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