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"Dirigenti di partito" al Comune dell'Aquila

DIETROFRONT DEL SINDACO: "NON SONO, A CASA MIA"


stampa pagina 14 gennaio 2010

Cialente Fabrizi

I recenti "appunti" rivolti al sindaco Massimo Cialente, sulla gestione della macchina amministrativa, sono stati accolti con gratitudine dal primo cittadino, tanto che se a volte ha mostrato qualche punta di aggressività, per un po' di critiche sollevate, in questi giorni pare abbia invece accolto con favore, i rilievi posti su alcune sue scelte, prendendoli come suggerimenti preziosi di cui fare tesoro, mandando finalmente al diavolo, quelle fastidiose pressioni di partito di cui continua ad essere vittima. Massimo Cialente manifesta così una lusinghiera affabilità, e saluta sorridente, tanto da consolidare la convinzione, che sia sempre giusta la strada della verità e del commento costruttivo.
Su quella stessa strada, qualche giorno fa abbiamo scritto di una donna di partito, Simona Volpe, da "sistemare" come dirigente al Comune dell'Aquila, non eletta nelle vecchie liste Ds, alle scorse amministrative; già consulente all'Asm, con un contratto da 40mila euro, per mano dell'attuale assessore Pietro Di Stefano, e non di Alfredo Moroni, come abbiamo erroneamente sostenuto, perché lo stesso si sarebbe fatto solo portatore di un'esigenza, poi rimarcata al Sindaco, sempre per volontà del Di Stefano, che oggi vorrebbe aprirle le porte degli uffici di Gabinetto, perché non avrebbe i titoli, la Volpe, per un incarico dirigenziale.
Ebbene da fonti Pd, abbiamo appreso con favore che Massimo Cialente sarebbe tornato sui propri passi, riconoscendo che l'unica strada per l'accesso alla pubblica amministrazione, è quella del concorso pubblico, sostenuto per esami e per titoli, pare pure che abbia chiesto un resoconto ai vertici Asm, sui risultati ottenuti in azienda dalla Volpe. "Mica sono a casa mia, che faccio come mi pare" avrebbe detto in un accesso di autocritica "ci sono le leggi da rispettare, ho avuto mandato dagli elettori di non seguire la brutta via delle scelte clientelari o imposte dal partito, ed intendo tenervi fede: prima di tutto il bene della macchina, poi quello degli assessori e del partito".
Non solo, perché sempre da canali Pd, abbiamo appreso che pure sulla scelta di Barbara Mascioletti, praticamente funzionaria comunale in mobilità alla Regione, che vorrebbe tornare a "casa" direttamente come dirigente, Massimo Cialente avrebbe sostenuto un dietrofront.
La Mascioletti sarebbe infatti la compagna dell'ing. Vittorio Fabrizi, dirigente all'urbanistica del Comune dell'Aquila, e Cialente, per evitare ostruzionismi "familiari", avrebbe deciso che non è proprio possibile soddisfare tale richiesta: "la macchina amministrativa prima di tutto" avrebbe ribadito infatti nell'autocritica.
Tutte chiacchiere poi, quelle che lo vedono acceso oppositore della riforma della dirigenza comunale, Cialente ha riletto il Testo unico ed ha preso atto che le famose pesature, spettano al direttore generale Cordeschi, non gli resta ora che rassicurare la Giunta, e fargli capire che saranno comunque loro a definirne i criteri, purché si smucchino e lascino andare una ristrutturazione che ristabilirà ruoli, disciplina ed indennità proporzionate. Certo il Testo unico sugli Enti locali, sarebbe consigliabile come regalo pasquino a tutti i papaveri istituzionali e politici, tanto da ricordare loro che la norma non consente ad un assessore alla trasparenza, il controllo preventivo sulle determine dirigenziali, quindi su organismi gestionali, e che la competenza è esclusiva del direttore generale; in pratica l'ultima trovata di Giuliano Lalli che, con un brainstorming con il segretario Montillo, avrebbe partorito una circolare su un innovativo e rivoluzionario nucleo di verifica, tutto da inventare. Questa volta il Sindaco pare ci abbia preceduto, ed avrebbe richiamato i suoi ragazzi, come li chiama lui, ad un maggior rigore formale ed istituzionale, ripromettendosi di rivedere l'infelice delibera di Giunta, che da il via libera ad un'illegittimità grossa così. Che male c'è, l'importante è poi fare autocritica.

Alessandra Cococcetta



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» Numero 4 del 15 gennaio 2010

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