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LE CONSULENZE ILLEGITTIME SUI CONSORZI


stampa pagina 4 marzo 2010

Vittorio Fabrizi Vittorio Fabrizi

Ad un mese ormai, dall'atterraggio del commissario delegato alla ricostruzione Chiodi, e del vice commissario Cialente, sul pianeta ricostruzione, poco si sa sulla tabella di marcia. Se tabella di marcia è stata fatta. Chiodi promette a giorni il decreto, che indicherà le linee di indirizzo strategico per la ripianificazione e la ricostruzione, ma continua a tenere le carte, nascoste sotto il più stretto riserbo; entro tali linee, il Comune dell'Aquila dovrà poi calare i propri piani per la ricostruzione del centro storico e per la ripresa socio-economica, tenendo conto dei nuovi quartieri.
Lo scenario è a dir poco confuso, le ultime informazioni uscite dall'ufficio pianificazione, risalgono all'estate scorsa, quando per bocca del dirigente Fabrizi, il responsabile, non fu chiarito affatto chi avrebbe segnato il destino urbanistico della città e quale sarebbe stata l'agenda dei lavori. Si parlava del supertecnico Turroni, a proposito che fine ha fatto?, e di nomi forniti dagli ordini professionali, salvo poi scoprire che quei nomi, avrebbero collaborato con gli uffici solo per un paio di mesi, morale della favola: a distanza di sette mesi, non si sa ancora chi, e a quale titolo, sta decidendo cosa. L'unico canale di partecipazione cittadina, aperto dall'amministrazione comunale, è quello sui consorzi ed aggregati edilizi, per cui si accettano proposte anche dai proprietari del centro storico, da inoltrare entro il 20 marzo prossimo, all'attenzione del dirigente Vittorio Fabrizi.
E qui l'informazione si fa fuorviante, perché il termine perentorio (30 marzo 2010) riguarda i proprietari di immobili classificati B o C, fuori, dalla zona rossa del centro storico, per cui se il fine è "la più ampia partecipazione", come recita l'avviso del Sindaco, non si comprende la necessità di un termine perentorio. Vittorio Fabrizi dunque si sdoppia, sveste i panni del dirigente pubblico, per indossare quelli del consulente per i privati del centro storico, con cui andrà a valutare le relazioni tecniche, gli elaborati, le caratteristiche architettoniche degli aggregati, il numero dei piani, gli identificativi catastali, l'esito di agibilità e perfino l'indicazione dei proprietari. Queste sono le carte richieste come indispensabili, nell'avviso del Sindaco. A cosa servono tanti particolari, se la fase è di semplice ascolto? Occhio alle forzature, i pericoli che si annidano tra le maglie delle pianificazioni urbanistiche, soprattutto in tempi di ricostruzione, sono insidiosi, peggio se ad evitarli, dovrà essere un dirigente dello Stato, già pesantemente impigliato in grane giudiziarie. Non vorremmo che in questo modo, l'ago pubblico della ricostruzione fosse spostato dal come ricostruire la città dell'Aquila, sul chi dovrà farlo.
Si discute infatti poco, sul come si procederà, ancora non si hanno notizie sulla riperimetrazione del centro storico, né è stata affissa all'albo pretorio, la completa agibilità degli edifici del centro, e non si capisce se sia la Sovrintendenza, che ancora non comunica i dati al completo, oppure è l'inefficienza ormai cronica di questo Comune, che si muove con le lentezze ordinarie, assolutamente inadeguate in questa difficile fase. La lenta rivisitazione del centro storico, impedisce a tanti nuclei abitativi, posti fuori le mura storiche, l'inizio del lavori di ristrutturazione, seppur leggermente lesionati, perché considerati ancora zona rossa. Fabrizi aveva assicurato, sempre l'estate scorsa, la progressiva riduzione di tali zone, subito dopo la messa in sicurezza, per poterle restituire ai cittadini, ma quanto fatto finora, permette solo passaggi veloci a ditte e a residenti. La popolazione non viene affatto aggiornata sui "progressi", che l'ufficio pianificazione registra a quasi un anno dal sisma, un silenzio ed una chiusura, alla trasparenza ed alla partecipazione, inaccettabili, di cui si chiede conto al Sindaco Cialente e all'intera Giunta, che con lui segnerà, se ne sono accorti?, il destino della città per i secoli a venire.

Alessandra Cococcetta



Tags associati all'articolo: terremoto, lavori pubblici, ricostruzione, dirigenti


» Numero S29 del 4 marzo 2010

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