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Lunghi mesi di ordinaria follia, al Comune dell'Aquila

STELLONI CARISSIMI...TOGLIETE IL DISTURBO


stampa pagina 9 marzo 2010

Cialente Masciocco

Si discute da giorni, in commissione Statuto e Regolamenti del Comune dell'Aquila, della necessità di inserire atti, delibere e determine dirigenziali nel sito istituzionale, questione di routine per tutti gli enti locali del mondo, una questione di Stato, per il capoluogo di Regione.
C'è chi frena, chi non vuole la totale pubblicazione dell'attività pubblica, per non prestare il fianco ad un qualcosa di assimilabile al pettegolezzo, o chi, come la dirigente competente, non ha strumenti né risorse per dar seguito all'ambizioso Regolamento comunale, che parla di una struttura adeguata al Servizio, dunque storce il muso. E così mentre si ozia sui massimi sistemi, l'a b c della comunicazione istituzionale, cioè quel lavoro iniziato dal servizio stampa, su mandato della direzione generale per aggiornare il sito del Comune, è stato indecentemente bloccato dal Sed spa, il Servizio elaborazione dati, la società partecipata dall'amministrazione, che teme un'internalizzazione del servizio informatico, ma più che altro il rischio del posto. E così blocca tutto, invece di togliere il disturbo scusandosi per l'indecente e scadente sito, l'interfaccia web di tutti gli aquilani, che la faccia continuano a vedersela tagliata davanti al mondo intero, per un sito indegno, di cui però nessuno pare abbia la responsabilità. A cominciare da Massimo Cialente, che della trasparenza non sa cosa farsene, anzi da Sindaco di Neanderthal, quando vede pubblicato qualche atto sfuggito alla sua implacabile censura, s'inalbera irrimediabilmente, ignorando la norma e la sete di trasparenza dei cittadini, soprattutto nel dopo sisma. Non fa eccezione la sua Giunta. Giustino Masciocco, l'assessore al Sociale, anni fa si sarebbe stracciato le vesti in nome della partecipazione e della trasparenza, è suo l'inizio della battaglia per pubblicare alcune determine dirigenziali al di là di una certa soglia di spesa, eppure oggi, all'invito a pubblicare la graduatoria degli sfollati, soprattutto anziani soli, che ancora attendono la casa, ma soprattutto reclamano tempi certi sulle loro aspettative, se la cava con un "lo proporrò all'SGE", per cui nel caso in cui l'SGE non dovesse accettare, tanti saluti, la sua competenza non va oltre. Questa amministrazione non sa cosa sia un bando pubblico, non sa cosa vuol dire trasparenza e partecipazione, mette il veto su tutto e non si interessa di nulla, ed allora visto che segnerà la città per i prossimi secoli, sarebbe il caso di mettersi una mano sulla coscienza e lasciare la nave a timonieri di ferro. Della favoletta sul fare quel che si può, meglio che niente, non sappiamo davvero cosa farcene. Sempre ieri, il presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, vagava per gli uffici di Villa Gioia, tentando di avere risposte su una sede propria dove riunire il Consiglio, anche a causa di un recente incidente istituzionale che riportiamo di seguito; pare che le carte ci siano tutte, ma la dirigenza tanto per cambiare si è data alla macchia, ma senza paura continua ad intascare prebende d'oro, senza guadagnarsi onestamente, un solo cent. Basti pensare che i dirigenti comunali prendono molto di più dei colleghi ministeriali, oggetto per questo di un'inchiesta dell'Espresso; con risultati, soprattutto in questo periodo storico, da licenziamento in tronco, eppure la loro totale inadeguatezza scalfisce poco, la notoria integrità del Sindaco, sempre pronto al veto pur di proteggerli. Perché? Una quindicina di inutili burocrati che non parlano tra loro, non firmano una determina neanche a pagarli, e li paghiamo profumatamente, e quando la fanno la sbagliano, inventano sveltine per qualche rampollo, ed atti suggeriti dalla politica che spesso danneggiano il Comune, non fanno squadra, e non dicono volentieri quanto facciano in modo autonomo, o per iniziative basate su carteggi esclusivi, con la Protezione civile. Gli stessi assessori se ne lamentano, ma basta dirgli "chiedetene conto in Giunta", per sentirsi rispondere "senti stellì, allora non hai capito niente". Abbiamo capito eccome l'aria che tira in Comune, stelloni carissimi, un'aria da rinnovare perché viziata da troppe incompetenze, incongruenze, sveltine ed una palese volontà ad occultare l'attività amministrativa, per nascondere illeciti, illegittimità ed in sostanza la totale incapacità ad amministrare e ad incidere in questo momento delicatissimo, per il futuro della città. Si continua a chiedere l'intervento del prefetto, anche su questioni genuinamente comunali, come sulle legittime aspettative degli ambulanti, per l'indolenza cronica che caratterizza dirigenti, assessori e soprattutto il Sindaco Cialente, incapace alla guida in situazioni ordinarie, figuriamoci oggi che, dio ce ne scampi, è anche vice commissario alla ricostruzione. Non resta che trarne le necessarie conseguenze, ed andarsene a testa alta, basta riconoscere un "ci dispiace, ma non ci sentiamo all'altezza", capirebbero tutti.

Alessandra Cococcetta



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» Numero S31 del 9 marzo 2010

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