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LA POWER COP PUNTUALIZZA E...MINIMIZZA
stampa pagina 30 settembre 2010
Com'è noto, il progetto della Power Cop è finito nell'inchiesta "Re Mida" che ha portato agli arresti di Lanfranco Venturoni e l'imprenditore Di Zio.
In diversi punti dell'Ordinanza, l'iniziativa della costruzione di una centrale termoelettrica a Celano, viene spesso accostata agli interessi del senatore (coordinatore regionale del Pdl) Filippo Piccone.
Riportiamo di seguito, integralmente, "la puntualizzazione" inviataci dalla Power Cop:
Con riferimento a quanto ultimamente riportato dalla stampa ed in seguito a talune insinuazioni emerse, PowerCrop S.p.a. desidera puntualizzare quanto segue, a tutela della propria reputazione e nell'interesse generale ad un'informazione trasparente e corretta.
Il progetto di riconversione dello zuccherificio di Celano, predisposto ai sensi della Legge 81 del 2006 dello Stato italiano, è stato sottoposto alla verifica degli Enti Locali, Regione, Provincia e Comune e delle Organizzazioni Sindacali pervenendo alla sottoscrizione dell'Accordo di Riconversione in data 19 settembre 2007.
Il progetto, contestualmente alla definizione dell'accordo di filiera con associazioni di categoria interessate, è stato ratificato dalla Giunta regionale e dal Comitato Interministeriale (insediato a norma L 81/06 presso la Presidenza del Consiglio e composto dai Ministri dell'Agricoltura, del Welfare, dell'Ambiente e dello Sviluppo economico oltre che dalle Regioni interessate alla riconversione saccarifera) che ha definito tale progetto di "interesse nazionale" nella seduta del 9/9/2009.
PowerCrop, nello spirito che contraddistingue tutte le società del Gruppo Maccaferri, ha da sempre manifestato la massima condivisione delle proprie iniziative fin dal 2006, data di avvio del processo di riconversione.
Il progetto di PowerCrop, basato sulla realizzazione di una centrale a biomasse, alimentata esclusivamente da biomasse ligneo-cellulosiche vergini da filiera certificata, è stato sottoposto alla procedura di VIA. Essa, come previsto dalla normativa, si è sviluppata attraverso la documentazione presentata da parte dei proponenti integrata dai quesiti posti dagli organi competenti e dalle osservazioni pervenute dai portatori di interesse, cui PowerCrop ha dato puntuale risposta. Pertanto sono del tutto infondate le affermazioni che vorrebbero modificati i tempi e le scadenze delle procedure in funzione di eventi esterni al processo d'autorizzazione previsto dalla legge.
Non è nell'interesse di nessuno che presunti interessi di parte diano alle ombre della dietrologia parvenza di verità.
Ciò precisato PowerCrop si riserva espressamente il diritto di agire a tutela dei propri diritti e della propria immagine nelle sedi competenti, nei confronti di chiunque intenda danneggiare la reputazione della società e dei suoi rappresentanti.
A margine di questo clima, si deve, infine, prendere atto di talune dichiarazioni di esponenti dell'amministrazione pubblica, chiamati ad agire nell'interesse della comunità, i quali affermano che in un polo industriale sarebbero concentrate troppe aziende. Ciò in presenza di un periodo di crisi in cui è maggiore il numero delle imprese costrette a chiudere rispetto a quelle disposte ad investire per la salvaguardia dei posti di lavoro offrendo, così, una possibilità di sviluppo ai territori in cui intendono insediarsi.
Poiché nella nota si fa riferimento ad ipotetiche illazioni ed allusioni apparse sulla stampa di questi giorni, è da presumere che la nota, che pure pubblichiamo, non sia riferita a questa testata ma ad altri media. É nostro costume scrivere, nelle nostre inchieste giornalistiche, con cognizione di causa e dopo attenta ricerca delle documentazioni relative alle stesse.
Per quanto riguarda l'impianto della Power Cop a Celano, ci siamo limitati ad esporre il nostro punto di vista sulle centrali termoelettriche a biomasse e sulle loro eventuali degenerazioni, quando oltre alle stesse, che pure inquinano, viene bruciato anche il CDR (combustibile derivato dai rifiuti).
Cosa peraltro legittima visto che una norma comunitaria (attraverso il cosiddetto CIP 6) equipara le biomasse vergini, ai combustibili derivati dai rifiuti. Esempi di impianti a biomasse trasformate in inceneritori di CDR, in Italia ce ne sono a iosa. Uno per tutti, quello di Cutro. Non è il caso quindi, che la Power Cop si sbracci tanto nel tentare di sminuirne la pericolosità, in quanto, anche giustamente, i cittadini sono preoccupati. Anche perché, tra la documentazione presentata alla regione, non ci sembra che sia stato presentato lo "studio epidemiologico", teso a quantizzare l'aumento della mortalità, conseguente ad un inevitabile inquinamento della centrale da costruire in Celano...seppure a biomasse vergini. Tanto dovevamo.
Peppe Vespa
» Numero S129 del 30 settembre 2010
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