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LABORATORI DI RICERCA ENI, IL CONSIGLIO VOTA MA L'ATTO E' DECADUTO
stampa pagina 11 ottobre 2010
Massimo Cialente e Carlo Benedetti L'Eni realizzerà un centro di ricerca, con annessi laboratori e residenze, sui terreni agricoli dell'Università dell'Aquila a Casale Calore (Coppito), e lo potrà fare perché il Consiglio comunale li ha resi edificabili questa mattina, ratificando il relativo Accordo di Programma riproposto ancora una volta dall'assessore Riga. "Un accordo già decaduto", secondo il parere espresso dalla Spera, la dirigente presente in Aula, in sostituzione del segretario comunale Montillo, "perché il Consiglio non lo ha ratificato entro 30 giorni dalla sottoscrizione, - ha spiegato la Spera - il presidente può metterlo a votazione e se nessuno lo impugna non succede niente, ma l'atto amministrativo in termini di legge, non c'è più".
Eppure è passato senza sapere quanti metri quadrati, diventeranno in realtà edificabili, perché nel deliberato restano scritte solo le particelle catastali, e con un indice di edificabilità pari al 60% di costruito, sull'intera superficie, che "a recchia", dovrebbe essere di poco superiore ai 30mila mq.: quindi 18mila metri quadrati da edificare, contro i 7.500 mq. richiesti dall'Eni, per costruire i laboratori.
Massimo Cialente non ha avuto eguali, nell'operazione che ha portato avanti per giorni "a favore" dell'Università, con questo tipo di pressione psicologica: chi voterà per i laboratori di ricerca dell'Eni, sarà per la crescita dell'Università, chi voterà contro, non vorrà il bene dell'ateneo aquilano, perché pensa solo ad ordire tradimenti e trame, per bocciare il progetto Eni e favorire altri interessi. Con questo ricatto, ed una serie di sms inviati ai propri consiglieri, Massimo Cialente è riuscito a strappare 17 voti favorevoli su un atto decaduto, che la sua Giunta ha rifiutato per mesi, di riproporre ai consiglieri in modo legittimo e trasparente, così come invece hanno chiesto, ancora questa mattina, maggioranza ed opposizione. Una seduta assurda, piena di contraddizioni e di linguaggi distruttivi, per cui se per Cialente, rilancio dell'Università vuol dire Eni, per i consiglieri, almeno per alcuni, vuol dire pianificazione, programmazione e priorità, vuol dire sedersi attorno ad un tavolo con il rettore, per ascoltarne le esigenze e poi inserirle in un'idea di città, a cui l'amministrazione Cialente, non intende neanche pensare. Ormai l'Aula consiliare è una Babele impazzita, in cui il presidente Carlo Benedetti, riesce a riportare l'ordine solo con atti repressivi e censori, perché una maggioranza vera non c'è più, ma nessuno ne vuole prendere atto, e così si riesce a votare di tutto, anche l'illegittimità, pur di non correre il rischio di andare a casa, consapevoli di non farcela alla prossima tornata elettorale. Questo è il principale problema di Cialente, della sua Giunta e del Consiglio comunale, non un atto, è stato prodotto in questi mesi, a favore del cittadino, che non è da ritoccare, che prepara il terreno all'occupazione, al rilancio socio-economico dell'Aquila e alla ricostruzione, gli ultimi due mesi, sono stati persi dietro una deliberazione fatta con i piedi, nata male e che portava in sé una variante al Prg, per rendere edificabili 67mila e rotti mq. di terreni agricoli, di proprietà dell'Università dell'Aquila, per poi arrivare ad un reale fabbisogno di 7.500 mq., ma ne renderemo edificabili circa 30mila, per costruire dei laboratori di ricerca da parte dell'Eni, che fra tre anni, non sappiamo neanche che fine faranno, mentre il lustro dell'Università degli Studi dell'Aquila è irrimediabilmente perso e nessuno ci mette mano sul serio. Funziona talmente male la macchina comunale e chi la dirige, che ci sono voluti due mesi, per votare una delibera illegittima, senza neanche avere la certezza che l'Università dell'Aquila, in futuro, potrà davvero giocarsi la carta della ricerca perché un progetto serio di rilancio non c'è, e non ci sta lavorando nessuno.
Alessandra Cococcetta
» Numero S137 del 11 ottobre 2010
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